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Giornata Mondiale del Diabete 2022, le persone sole si ammalano di più

Il 14 novembre ricorre la Giornata Mondiale del Diabete. Nel 2050 si prevedono 500 milioni di diabetici. La solitudine espone maggiormente alla malattia. Per la cura e la gestione si guarda alla tecnologia e ai farmaci innovativi

Oggi 14 novembre è la Giornata Mondiale del Diabete che anche quest’anno si è focalizzata sul tema “Accesso alle cure”, una sfida per l’intero sistema sanitario. Purtroppo milioni di persone nel mondo ancora non riescono ad accedere alle terapie, come ci conferma il Prof. Angelo Avogaro, presidente della SID Società Italiana di Diabetologia.

«La popolazione affetta da diabete sta aumentando vertiginosamente e per avere delle cure adeguate bisogna avere delle strutture adeguate, poter accedere a tutte  le terapie innovative poiché è stata dimostrata la capacità di ridurre, per ora sensibilmente, le complicanze croniche della malattia. In Italia solo il 30% dei pazienti con diabete ha accesso a visite specialistiche con trattamenti adeguati. La Nota 100 di Aifa che ha esteso la prescribilità di farmaci innovativi anche ai medici di medicina generale e agli specialisti di cardiologia e nefrologia, ha dato più equità al sistema e la possibilità di raggiungere un numero maggiore di persone con necessità di ottenere questi farmaci e con più facilità.

In ogni caso il paziente diabetico deve essere seguito da uno specialista, inserito in determinati percorsi diagnostici e terapeutici in quanto c’è una scarsa percezione della complessità della patologia e delle complicanze croniche che include. Ci tengo a sottolineare che il diabete, nel mondo occidentale è la causa maggiore di cecità e di ricorso alla dialisi, la quinta causa di cancro. Fattori che devono essere tenuti ben presenti nella organizzazione del sistema sanitario.»

diabete

Il diabete, malattia complessa, contenitore di sindromi cliniche

«Sì tratta di una malattia complessa e tra le più importanti patologie croniche non trasmissibili. Nel caso del diabete di tipo 2 che colpisce prevalentemente le persone anziane, è raro incontrare un paziente affetto solo da diabete; generalmente questa patologia si associa a obesità, alterazione del metabolismo dei lipidi ovvero livelli di trigliceridi e colesterolo molto elevati, all’ipertensione arteriosa. Fattori di rischio che richiedono un trattamento precoce, al contrario possono condurre a problemi cardiovascolari soprattutto nelle persone più giovani.»

Tra 25 anni nel mondo ci saranno 500 milioni di diabetici

«Si guarda al 2050 con 500 milioni di diabetici e soprattutto l’incremento è determinato dai paesi emergenti come Cina e India. L’”occidentalizzazione” della dieta, un eccesso di carboidrati semplici e di grassi saturi favorisce l’insorgenza del diabete in stretta relazione con l’obesità (viscerale). In Italia siamo tutto sommato virtuosi con un’incidenza della malattia del 5-6%, più alta nelle regioni del sud. La prevalenza della Turchia è del 20%.»

La solitudine predispone al diabete

«Da uno studio recentemente pubblicato su “Diabetologia”, la rivista dell’ Associazione Europea per lo studio del Diabete (EASD) emerge che una persona che vive sola sviluppa il 20% di rischio in più di ammalarsi di diabete. La solitudine può portare ad una alimentazione scorretta, stili di vita non condivisi con partner e famiglia generano una sorta di disinteresse e disordine e il diabete si associa alla depressione: si attivano una serie di risposte metaboliche e ormonali che favoriscono l’insorgere della malattia.  Alla solitudine aggiungerei anche lo stress cronico. Il diabete è una malattia che deriva da un ecosistema molto complesso, che non riguarda solo l’alimentazione e il movimento ma anche la salute mentale.»

Ultime frontiere nelle cure e nella gestione del diabete

Per quanto riguarda il diabete di Tipo 2,  possiamo contare su farmaci innovativi che hanno dimostrato non solo di ridurre  la glicemia ma anche di proteggere dall’infarto, dallo scompenso cardiaco e di tutelare il rene dalle patologie che possono portare il paziente in dialisi. Il filone tecnologico e quello farmaceutico hanno rivoluzionato il modo di curare questi pazienti. Ribadisco che anche il farmaco più innovativo deve essere accompagnato ad uno stile di vita corretto, attività fisica e motoria, alimentazione corretta.»

«Circa il diabete di Tipo 1, autoimmune, insulino-dipendente,  la tecnologia sta facendo passi da gigante anche per quanto riguarda la sensoristica sottocutanea non invasiva per rilevare la glicemia, supportato dalla possibilità della trasmissione dei dati del paziente direttamente al medico curante. Ma cito anche  il pancreas bionico (recente pubblicazione), basta inserire il peso del soggetto e l’algoritmo calcola la dose di insulina di cui ha bisogno.

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