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Ginocchio, prima protesi su misura su un 70enne

Ortopedia all’avanguardia, team di medici impianta la prima protesi su misura al ginocchio

La medicina sta facendo passi da gigante, e stavolta si tratta del reparto di Ortopedia del Policlinico di Abano Terme (Pd), dove un’equipe di specialisti ha impiantato la prima protesi su misura nel ginocchio di una paziente settantenne. Un intervento straordinario, che mostra quanto sia sempre più stretto il legame tra tecnologia e ricerca scientifica.

L’intervento al ginocchio

L’intervento è stato eseguito con successo nei giorni scorsi, all’interno della struttura sanitaria con sede ad Abano Terme, in provincia di Padova, che fa parte del Gruppo Policlinico Abano, ed è specializzata negli interventi al ginocchio. In particolare, stavolta ha utilizzato parti dell’articolazione modellate sull’anatomia del paziente, per una chirurgia sempre più personalizzata e studiata su misura. Il reparto della clinica ha al suo attivo un’esperienza e una casistica di rilievo nazionale nell’ambito della protesica di ginocchio, con oltre 10mila interventi eseguiti negli ultimi 10 anni con le tecniche e tecnologie più all’avanguardia.

Ginocchio, co protesi su misura riabilitazione veloce

Innovazione e tecnologia in medicina

A spiegare il significato di questo intervento è Emanuele Furlan, responsabile della chirurgia del ginocchio: “C’è una fase preparatoria essenziale prima dell’intervento. Il paziente si deve sottoporre a una tac, in modo da acquisire una serie di immagini per effettuare una ricostruzione tridimensionale dell’articolazione. L’esito dell’esame radiologico – prosegue Furlan -, viene inviato all’azienda produttrice delle protesi, che ha sede in Massachusetts, negli Stati Uniti, dove vengono realizzate le parti da impiantare disegnate sulla conformazione anatomica del paziente”.

Ascolta l’intervista integrale al dott. Emanuele Furlan, responsabile della chirurgia del ginocchio di Abano Terme nel podcast che segue

I sistemi per protesi totale di ginocchio prevedono la creazione di protesi specifiche in tutte le loro componenti, ovvero quella femorale, quella tibiale e l’inserto in polietilene che le tiene distanziate, e consente all’articolazione di muoversi. L’elaborazione dei dati provenienti dalla tac permette che ogni impianto e le guide per realizzare le corrette resezioni ossee, contenute nel kit protesico, siano realizzate a seguito di una vera e propria progettazione.

Essa fa riferimento a parametri specifici, misure e condizioni dell’articolazione in modo che si adatti perfettamente al ginocchio del paziente. L’intervento dura circa un’ora, e prevede una degenza di tre giorni in ortopedia. Immediatamente dopo l’operazione, il paziente viene trattato dalla squadra fisioterapica, e inizia la deambulazione in pieno carico.

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I candidati all’intervento

In generale, si devono sottoporre a protesi di ginocchio i pazienti con una grave artrosi dell’articolazione che compromette la deambulazione e lo svolgimento delle normali attività quotidiane. «Anche per questa tipologia di intervento protesico – spiega lo specialista Emanuele Furlan -, l’indicazione a procedere è data dalle gravi forme artrosiche che causano una severa limitazione funzionale nelle azioni quotidiane. Sono forme non responsive ai trattamenti conservativi come, ad esempio, la fisioterapia e le infiltrazioni”.

La protesi al ginocchio, i vantaggi

I sistemi per protesi totale di ginocchio totale presentano diversi vantaggi, sia per il paziente sia per il chirurgo: si riducono al minimo i tagli ossei, aumentano la precisione del posizionamento e presentano strumentari meno invasivi. Forniscono, inoltre, una copertura completa delle superfici ossee tagliate, riducendo la perdita di sangue durante l’intervento e nel post-operatorio.

La personalizzazione di questi impianti protesici consente, quindi, un adattamento ‘sartoriale’ e preciso all’articolazione. L’attività di impianto di questa tipologia di protesi è stata avviata anche nella Casa di Cura Villa Igea ad Ancona, altra struttura del Gruppo Policlinico Abano.

Il vantaggio primario per chi si sottopone a questo intervento consiste nella possibilità di riprendere una vita normale in tempi decisamente molto più rapidi rispetto agli interventi chirurgici con protesi tradizionali: in questo nuovo caso, l’adattamento da parte del corpo è assolutamente più facile e, dunque, agevola il paziente nel periodo di ripresa.

Leggi anche il nostro articolo ‘Screening, gli esami che possono salvarci la vita’

Eva Franceschini

Fonte immagini: Freepik

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