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8 settembre, Giornata mondiale della fisioterapia

Le conseguenze del Covid-19 e come la fisioterapia può essere d’aiuto alle persone che hanno contratto la malattia, anche a distanza di tempo

Questa giornata ha lo scopo di promuovere il ruolo del fisioterapista a supporto della salute e del benessere della popolazione.  Inoltre, è un modo per sensibilizzare le istituzioni verso la professione e verso i pazienti. Nel 2021 la Giornata mondiale della fisioterapia è dedicata al ruolo del fisioterapista nella riabilitazione dopo Covid-19. Lo slogan della Giornata è: “Con la fisioterapia la vita si rimette in movimento”.

Un ruolo che è stato di primaria importanza nella gestione dei malati di Covid. A parlarne con noi è il Presidente dell’Associazione Italiana Fisioterapia, Simone Cecchetto

La fisioterapia è un sostegno importante

Già quando il paziente viene ricoverato in terapia intensiva il fisioterapista assiste i pazienti intubati, aiutandoli con esercizi di ginnastica passiva e/o attiva assistita, muovendo gli arti del paziente, impossibilitato a farlo da solo o aiutandolo a colmare il deficit di forza al fine di prevenire ulteriori danni secondari.

Il lavoro attivo assistito e, se possibile, attivo a blandi carichi previene anche il decondizionamento motorio conseguente all’allettamento, e favorisce l’iniziale ricondizionamento motorio.

Successivamente all’uscita dalla terapia intensiva, il fisioterapista aiuta il paziente nel recuperare più in fretta la mobilità articolare e, soprattutto inizia o prosegue nel percorso di ricondizionamento motorio.  Un processo che nelle forme più severe della malattia può durare anche molte settimane o mesi.

Pratica di fisioterapia

Come sta cambiando la fisioterapia

Questa parte così importante della medicina sta cambiando notevolmente e rapidamente, sia nell’approccio al paziente che nel posto che occupa nel panorama delle cure. Interviene in una grande molteplicità di aspetti che riguardano la salute delle persone: dalla neurologia all’apparato muscolo-scheletrico, fino ad arrivare all’apparato respiratorio.

E non solo: il ruolo del fisioterapista sta assumendo sempre più importanza anche nel mondo sportivo sia dilettantistico che professionistico. E’ questa figura che, spesso, fa la differenza nel raggiungimento e superamento dei risultati sportivi degli atleti, dai più grandi ai meno conosciuti.

Per queste ragioni, questa branca della medicina si sta confrontando molto con il mondo universitario, attraverso collaborazioni nell’ambito di ricerche scientifiche e sperimentali, con l’obiettivo di individuare nuove tecniche in grado di migliorare il benessere e la salute delle persone di ogni età.

La fisioterapia aiuta anche gli sportivi

Cosa fa un fisioterapista

Cosa cura questo professinista? Qual è la differenza fra un fisioterapista e un fisiatra? In cosa consiste una valutazione fisioterapica? La fisioterapia è una branca della medicina che si occupa di prevenire o curare problemi legati all’apparato muscolo-scheletrico, neurologico o viscerale.

Spesso i medici si riferiscono a questa branca con il termine ‘fisiokinesiterapia’, o con l’abbreviazione fkt. La fisiokinesiterapia non è altro che la branca fisioterapica per la riabilitazione motoria. Se dal greco ‘fisio’ significa naturale, ‘kinesi’ significa movimento. Quindi fisiokinesiterapia sta per terapia naturale con il movimento.

Il fisioterapista è un operatore sanitario con competenze approfondite dell’anatomia umana e delle patologie legate ad essa, in particolare muscolo-scheletriche o neurologiche. Il percorso di studi per diventare fisioterapista prevede 3 anni di Università, a cui seguono poi master e specialistiche.

È importante sapere che fin dall’inizio del percorso di studi il fisioterapista sceglie se concentrarsi sulla cura delle patologie ortopediche dell’apparato muscolo-scheletrico o neurologiche.

È poco frequente che lo stesso fisioterapista nella sua carriera si occupi di entrambi. Quindi, il paziente che vuole rivolgersi ad un fisioterapista deve prima di tutto accertarsi che sia specializzato nel tipo di patologia che lo interessa, chiedendo preventivamente le informazioni che desidera e consultandosi anche con il proprio medico curante.

Leggi anche il nostro articolo “Attività fisica e dolori”

Eva Franceschini

Fonte immagini: Pexels

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