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Epatiti, la comunità scientifica: più fondi e screening per gli over 55

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28 luglio Giornata Mondiale delle Epatiti – L’appello della comunità scientifica: urgente rinnovare i fondi per gli screening dell’HCV e ampliare le coorti di pazienti agli over 55

Le epatiti virali rimangono un problema di salute globale – evidenzia il Prof. Claudio Mastroianni, Presidente SIMIT – L’attenzione della comunità scientifica in questo ambito è rivolta alle epatiti virali che possono essere acquisite per via orale, come l’Epatite A e l’Epatite E, ma soprattutto a quelle che possono essere trasmesse per via parenterale: l’Epatite C, l’Epatite B, l’Epatite Delta. Per l’Epatite B l’Italia è un esempio, vista la vaccinazione obbligatoria alla nascita introdotta nel 1991, grazie alla quale il virus è quasi assente nella popolazione under 40, sebbene si riscontri ancora in altre fasce anagrafiche e in soggetti non nati in Italia.

L’HCV, grazie ai nuovi farmaci antivirali ad azione diretta (DAA), si possono eradicare le epatiti definitivamente nel 98% delle persone, in tempi rapidi e senza effetti collaterali, ma occorre far emergere il sommerso e avviare rapidamente i pazienti al trattamento. Per l’Epatite Delta è stata recentemente approvato un nuovo farmaco specifico efficace, ma serve piena consapevolezza di questa disponibilità e un ampliamento degli screening dei soggetti con Epatite B, su cui il virus Delta si innesta; una priorità anche questa, visto che in Italia si stima che vi siano circa 10mila persone affette da questo virus, il più rapido nel progredire fino a provocare cirrosi ed epatocarcinoma”.

AMPLIARE GLI SCREENING PER ELIMINARE L’HCV – “Gli screening per far emergere il sommerso dei casi di epatiti come l’Epatite C rappresentano una buona prassi che negli scorsi anni ha portato l’Italia in linea con l’obiettivo dell’OMS per l’eliminazione del virus entro il 2030, come dimostra il bilancio complessivo degli oltre 250mila trattamenti effettuati fino ad oggi – sottolinea il Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT.  

La disponibilità dei 71,5 milioni di euro stanziati nel 2020 ha dato una grande opportunità, purtroppo frenata dalla pandemia. La proroga fino al 31 dicembre 2023 è stata utile per incrementare il numero delle diagnosi, ma considerando le inadempienze di diverse regioni, colpite dagli strascichi del Covid-19 e da altre contingenze, è auspicabile un’ulteriore proroga di altri due anni e un allargamento delle popolazioni coinvolte, rivolgendosi non solo a tossicodipendenti, detenuti e ai nati tra il 1969 e il 1989, ma anche alle coorti d’età precedenti, con riferimento almeno ai nati tra il ’48 e il ’68, in cui si può annidare il virus. Solo con un approccio così capillare sarà possibile curare centinaia di migliaia di persone ed eliminare l’Epatite C nel nostro Paese entro il 2030”.

LE STRATEGIE PER L’ERADICAZIONE – “Due sono le strade che gli specialisti di tutto il mondo stanno percorrendo per contrastare il problema delle epatiti: da un lato, test diagnostici e percorsi di avvio alla cura,  sempre più rapidi e semplificati, da svolgersi all’interno dei centri epatologici; dall’altro, attività di screening alla scoperta del sommerso – spiega la Prof.ssa Vincenza Calvaruso, Segretario Nazionale AISF – Il problema, infatti, è che spesso non è facile riconoscere l’insorgenza della malattia, specialmente nei soggetti asintomatici.

Per tale ragione, si effettuano attività di screening sulle epatiti soprattutto nelle categorie a rischio, vale a dire la popolazione nelle carceri e i soggetti con dipendenza da droga per via endovenosa, nonché tra quelli nati tra il 1969 e il 1989, sebbene noi specialisti chiediamo di ampliare tale fascia d’età, coinvolgendo tutti i soggetti maggiorenni nati dal 1943 in poi”. La sfida dell’OMS, per cui entro il 2030 si sarebbe dovuta raggiungere l’eradicazione dell’HCV, è diventata tuttavia più complessa e lontana. “Se fino al 2019 i 36mila trattamenti raggiunti in un anno facevano ben sperare sul raggiungimento dell’obiettivo proposto dall’OMS, il fatto che negli anni successivi non siano stati più di 20mila, complice anche la pandemia, rendono l’obiettivo meno raggiungibile.

Epatite C, screening indispensabile

Occorre quindi, ancora di più, puntare sugli screening, sollecitando tutte quelle regioni che ne sono sprovvisti ad attivarli, e alla semplificazione dell’accesso alle terapie. Questo secondo punto, infatti, inciderebbe positivamente su due problematiche: frenerebbe la progressione della malattia verso la fase avanzata, sino allo stato di cirrosi ed epatocarcinoma, con ovvie conseguenze sanitarie ed economiche, ma impatterebbe anche sulla comunità, perché ridurrebbe a sua volta la possibilità di contagio” conclude la Prof.ssa Calvaruso.

Focus sull’epatite C

L’Epatite C costituisce un pericolo per la salute della popolazione adulta, e delle giovani generazioni. Nell’ottica della prevenzione, lo screening precoce e la diagnosi della patologia permettono di arginare gli effetti peggiori e consentono di avere possibilità di guarigione. A parlarci di questo fenomeno e del progetto CCuriamo è il professor Alessio Aghemo, docente di Gastroenterologia al Dipartimento di Scienze Biomediche Humanitas University.

Diagnosi e screening per l’Epatite C

Diagnosi precoce e screening sono le frontiere della nuova medicina, tanto più quando si tratta di patologie diffuse come l’Epatite C: l’età media dei pazienti si sta abbassando, e il virus si sta diffondendo tra le giovani generazioni. Un fenomeno preoccupante, a cui gli esperti del settore stanno cercando di dare soluzione.

È il momento del bilancio e di lanciare nuove proposte per favorire la lotta all’Epatite C. L’Italia, infatti, è ancora in corsa per l’obiettivo fissato dall’OMS di eliminare il virus dal Paese entro il 2030, un traguardo raggiungibile grazie alla terapia antivirale ad azione diretta che permette di sradicare il virus dall’organismo in modo definitivo, in poche settimane e senza effetti collaterali.

Leggi anche il nostro articolo ‘West Nile, come riconoscere il virus e come prevenirlo’

Fonte: Studio Diessecom

Fonte immagini: Freepik