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Emicrania e cambio di stagione: l’autunno difficile per 2,5 milioni di persone

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L’esperto: stress e cambiamenti climatici possono complicare la situazione di coloro che soffrono di emicrania

Spesso sentiamo dire che il mal di testa è una cattiva compagnia. Anche il padre della psicoanalisi Sigmund Freud pare abbia dovuto fare i conti con ripetuti e terribili attacchi.  Dalla lettura dei sui racconti si deduce soffrisse di emicrania che lui stesso cercava di curare. E siamo  a cavallo tra l’800 e il 900.

Che cos’è l’emicrania con aura?

L’emicrania con aura è una particolare forma di cefalea nella quale il dolore è preceduto da alcuni sintomi reversibili visivi, motori, sensitivi, della parola e del linguaggio. I sintomi, prima che si sviluppi il vero e proprio mal di testa, hanno una durata variabile che va dai 5 ai 60 minuti: visione di lampi (fotopsia), scotomi scintillanti, deformazioni degli oggetti, oscuramento di metà campo visivo (emianopsia), addormentamento del braccio e della gamba (parestesia) e se la cefalea è localizzata a sinistra subentrano i disturbi della parola.

Il cambio di stagione è un momento molto difficile per gli oltre 2,5 milioni di uomini e donne che in Italia soffrono di emicrania con aura.

I fattori che influiscono sull’emicrania: dal freddo al cambio di luce

La temperatura che comincia a scendere e lo stress possono “complicare” l’emicrania, ma non sono gli unici fattori che possono influire come spiega il dott. Giorgio Dalla Volta, Coordinatore Sezione Regione Lombardia della Società Italiana Studio Cefalee -S.I.S.C. e Direttore del Centro Cefalee dell’Istituto Clinico Città di Brescia-Gruppo San Donato.

“È evidente come alcuni fattori climatici-stagionali possono influire negativamente su tutte le forme di emicrania. La pressione barometrica, che cambia con l’arrivo dell’autunno, l’instabilità climatica, il cambio della luce dovuta al cambio di inclinazione del sole e la progressiva riduzione delle ore di luce esercitano un effetto destabilizzante sulle nostre reti neuronali inducendo una ulteriore destabilizzazione dell’ipereccitabilità neuronale della corteccia cerebrale dei pazienti emicranici.

Lo stress

 “Ad aggravare ulteriormente la situazione – afferma il dott. Dalla Volta – c’è anche l’aumento dello stress tipico di questo periodo dell’anno in cui la bella stagione termina, le ferie diventano un lontano ricordo e riprendono a pieno ritmo le normali attività lavorative o scolastiche. Per tutti questi motivi settembre/ottobre rischiano di essere mesi neri per molte persone afflitte da questa malattia neurologica”.

L’emicrania rende difficile la quotidianità

Più della metà dei pazienti non riesce a svolgere le consuete attività a causa del disturbo.

“L’emicrania con aura non è un semplice mal di testa passeggero – conclude il dott. Dalla Volta.-. È una patologia da non sottovalutare e che rende davvero difficile la vita di tutti i giorni. I sintomi legati all’aura possono durare anche un’ora e determinare una importante disabilità. Il disagio e la spossatezza post-attacco tendono poi a proseguire anche nelle 24 ore successive.

Più della metà dei pazienti ammette di avere gravi limitazioni a svolgere le proprie attività senza problemi mentre solo uno su dieci sostiene di riuscirci. Tutto ciò risulta molto problematico per l’intero sistema socio-sanitario dal momento che l’emicrania colpisce soprattutto la fascia di popolazione in età produttiva. Inoltre è quattro volte più frequente nelle donne rispetto agli uomini con tutto ciò che ne consegue per i singoli nuclei famigliari”.


Al lavoro con l’emicrania – immagini: Pexels

Oltre ai farmaci. Un’alternativa, le sostanze naturali

Oltre alle terapie farmacologiche esistono approcci alternativi per la cura dell’emicrania ad aura. I nutraceutici possono aiutare. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che  un composto  (in commercio) di minerale magnesio più gli estratti di due piante il Partenio e la Griffonia può essere utilizzato sia come terapia preventiva che in fase acuta. Tale composto è in grado di ridurre la frequenza degli attacchi e i sintomi correlati all’emicrania con aura migliorando così la qualità di vita e a ridurre la durata e la disabilità del fenomeno aura se assunto in acuto al primo insorgere del fenomeno visivo.

Come sempre diciamo, il consiglio di Radio Salute è di consultare il medico di fiducia prima di intraprendere qualsiasi tipo di cura.

Fonte: Ufficio Stampa Intermedia