favorite
Tags
Podcast
Radio
Elisa Baci Farmaconsulenze

Le nuove sfide della farmacia: i 5 consigli di Elisa Baci

Condividi

Come uscire dalla propria comfort zone? Quale atteggiamento adottare per affrontare il cambiamento in farmacia? A queste e a molte altre domande risponde Elisa Baci, farmacista consulente di Farmaconsulenze, specializzata in coaching per il settore farmaceutico ed esperta in nutrizione clinica e sportiva.

“Ogni modo particolare di considerare le cose, in realtà è solo uno fra i molti altri modi possibili” [Edward De Bono]

“Quando incontrai, per caso, questa frase il mio modo di interpretare la professione di farmacista aveva già iniziato a modificarsi e, come una pallina sulla cima di un piano inclinato, procedeva veloce e inarrestabile verso un unico epilogo: il cambiamento. Come te, prima di diventare una coach professionista, ho vestito i panni di una ‘tradizionale’ farmacista e ho vissuto in prima persona la reboante crisi di identità e di valori che oggi si insinua sotto il nostro camice e ci fa chiedere: lo continuo a lavare e stirare o lo ripongo per sempre?” afferma Elisa Baci.

“Anche ai farmacisti più convinti, in seguito alla gestione della pandemia, dopo la revisione del contratto collettivo e dopo aver assistito a un graduale e sempre crescente abbandono della professione, forse un dubbio gli è sorto sulla gestione lavanderia del proprio camice. A me di certo. Fino a che ho incontrato la citazione di De Bono, psicologo maltese autore di quello che conosciamo come pensiero laterale“.

Edward De Bono

“Il suo strabiliante potere fu quello di permettermi di vedere che il mio modo di ragionare sino a quel momento, o mindset se preferisci gli inglesismi, non aveva fatto altro che escludere ogni possibile prospettiva alternativa a quella che stavo vivendo. Nessun segno di creatività”.

“Osservando il cammino da farmacista dall’alto, mi è apparso subito chiara una cosa: io, come te, ho seguito un percorso lineare ed in linea con le aspettative, ho cioè strappato lungo i bordi, per utilizzare l’espressione metaforica di Zerocalcare. L’iscrizione all’università, farmacologia, chimica farmaceutica e biochimica (li ricordo particolarmente bene), il tirocinio, l’esame di stato… uno dietro l’altro in un percorso netto, dritto, uguale per tutti”.

“Questo, non volendo, non ha fatto altro che contribuire, a parer mio, a costruire una mentalità rigida, avulsa al cambiamento, prudente e rigorosamente scientifica. Lo psicologo maltese chiama quest’attitudine pensiero verticale, pensiero che da amante delle strutture chimiche e dei dosaggi precisi non sapevo di abbracciare in toto. Perché se prima apprezzavo alcune delle sue caratteristiche principali, come il ragionamento logico analitico, l’attitudine al perfezionismo, la logica consequenziale, ora ne riconosco tutti i limiti”.

Differenze tra pensiero laterale e pensiero verticale

“Sviluppare un mindset rigido e verticale significa, come dice De Bono, ricercare sempre il giusto e lo sbagliato di ogni situazione, ci fa esprimere spesso con delle negazioni, ci mette nella condizione di pensare ad un’unica strada per raggiungere un obiettivo, agendo sempre con grande prudenza, battendo soluzioni già testate. Demonizza l’errore e non ammette cambi di fronte. Una mentalità così porta a preferire l’insoddisfazione pur di non tradire la propria coerenza e a prediligere situazioni in cui dominano controllo, sicurezza e confort. Ti risuona?”

“Probabilmente molti di noi stanno abbandonando la professione perché sfiduciati, in attesa di un cambiamento, che riteniamo debba provenire dalle istituzioni, dai titolari, dagli organi competenti. Tutti attori sui quali non si ha direttamente il controllo. Una cosa, invece, possiamo farla in prima persona: cambiare mentalità”.

Elisa Baci sostiene che per iniziare a farlo bisogna approfondire alcuni spunti presi direttamente dal coaching, gli stessi che hanno permesso a lei di uscire fuori dagli schemi, pur mantenendo saldo il camice cucito addosso. Questi passaggi possono aiutarti a porti come protagonista di quello che sarà il tuo futuro professionale e di quello dell’intera categoria.

1. Fissa il tuo obiettivo:

Inizialmente, individua il traguardo che vuoi raggiungere nella tua professione. Può essere il miglioramento della tua posizione, l’aumento del tuo valore, il riconoscimento da parte del datore di lavoro, l’acquisizione di maggiore autonomia, l’elaborazione di nuove proposte e così via. L’obiettivo dovrebbe riflettere il tuo desiderio in modo conciso e positivo, evitando espressioni negative come “non voglio”. Cerca di distanziarti emotivamente dal tuo obiettivo, descrivendolo in modo chiaro e sintetico, come una breve didascalia. Un obiettivo efficace deve essere specifico (definito, chiaro e concreto), misurabile (identificando gli indicatori di progresso), realizzabile (è fattibile per te?), rilevante (quanto è importante per te?) e temporale (definito nel tempo, con una scadenza), rispettando così i principi SMART.

Il metodo SMART

2. Esplora:

Rifletti su ciò che sta ostacolando il raggiungimento del tuo obiettivo. Gli ostacoli possono essere tangibili, richiedendo strategie concrete per aumentare le probabilità di successo. Tuttavia, spesso gli ostacoli apparentemente insormontabili appartengono alla sfera soggettiva delle credenze.

“Alcune delle nostre credenze hanno limitato le nostre possibilità. Non ci rendiamo conto che un semplice atto di coraggio è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per trovare la nostra libertà” (D. Mattoni, “Gli 8 passi per apprendere ad apprendere“).

Le convinzioni possono essere del tipo “ho sempre fatto così” o “ogni volta è la stessa storia”. Prosegui individuando le convinzioni limitanti che impediscono al tuo pensiero di esplorare nuove strade. In questo processo, ci viene in aiuto Chris Argyris, psicologo americano degli anni ’70, che ha sviluppato la scala delle inferenze. Questa scala aiuta a individuare le nostre convinzioni, dimostrando che esse sono il risultato di una selezione parziale e soggettiva della realtà a cui attribuiamo un significato personale, formulando ipotesi e trarne conclusioni.

Ripetendo questo processo, molte conclusioni simili portano alla cristallizzazione di una convinzione. Se la tua convinzione è “non posso farci niente”, l’unica opzione sembra essere l’immobilità. Risalire la scala delle inferenze aiuta a comprendere come si è formata nel tempo una convinzione e a cambiarla.

Scala delle inferenze

3. Sfida te stesso a trovare diverse soluzioni:

È comune finora esserti trovato immerso nel problema, un comportamento del tutto naturale. Il nostro cervello, spesso incline alla pigrizia, tende a preferire attività che richiedono meno energia. È noto che riflettere sul passato, quindi sui problemi, richiede meno sforzo rispetto al pensiero prospettico, incentrato sulle soluzioni. Il cambiamento avviene quando ci concentriamo deliberatamente su queste ultime, sfruttando appieno il potenziale del nostro emisfero destro e la sua capacità di elaborare ragionamenti complessi. Per stimolare soluzioni creative, è utile cambiare prospettiva.

Ad esempio: “Se dovessi dare consigli a un amico, cosa diresti?”, oppure “Cosa non hai ancora provato?”, “Pensando alla soluzione, cosa precede immediatamente?”. Queste sono solo alcune delle tecniche per stimolare il pensiero laterale, utili per esplorare prospettive diverse.

4. Vivi l’insight, l’intuizione:

Il processo creativo, considerando la tendenza alla pigrizia del cervello, risulta essere incredibilmente dispendioso dal punto di vista energetico. Di conseguenza, trovare soluzioni creative diventa un’impresa difficile quando siamo stressati, affamati o sopraffatti dal lavoro. Tuttavia, in momenti di calma e concentrazione sul presente, come durante la meditazione, possiamo sperimentare la potenza delle onde gamma. È da queste onde che nasce l’intuizione, che arriva come un fulmine, alimentata dalla dopamina e dall’adrenalina.

Insight

5. Agisci con determinazione:

Per raggiungere il tuo obiettivo, è necessario concentrare queste energie in azioni pratiche, graduali e progressive. Completare ogni compito aumenta la nostra fiducia in noi stessi, consentendoci di affrontare le azioni successive con sicurezza. È importante evitare di impostare compiti troppo difficili, che potrebbero bloccarci, ma anche troppo facili, che non ci motiverebbero.

Il blocco logico/cognitivo, che finora ci ha impedito di considerare prospettive diverse dalla nostra posizione attuale, è solo una delle possibili resistenze che possiamo incontrare nel perseguire un cambiamento. Tuttavia, superarlo potrebbe essere la nostra sfida più complessa, essendo noi stessi figli della logica.

In conclusione, il coaching offre un modello da cui trarre ispirazione, dove l’approccio sequenziale cede il passo a una ricerca più profonda, in grado di arricchire la nostra esperienza personale e favorire una crescita professionale. Abbandonando l’idea di giusto e sbagliato, e superando i confini della nostra mente, emerge un nuovo modo di essere, quello dei farmacisti consapevoli.

Farmaconsulenze festeggia il suo primo anno di attività partecipando al Cosmofarma Exhibition 2024 a Bologna dal 19 al 21 aprile 2024. Sarà presente all’interno dell’Area Digital, dove riserverà molte sorprese per i visitatori e proporrà un programma davvero imperdibile! Ogni giorno saranno offerte attività interattive coinvolgenti per regalare esperienze uniche e utili per il lavoro del farmacista. Il focus principale della manifestazione sarà il Valore Umano, in perfetta sintonia con i punti di forza della community di Farmaconsulenze. Per maggiori informazioni, si può visitare il sito www.farmaconsulenze.it o inviare una mail a info@farmaconsulenze.com.

Leggi anche il nostro articolo “Farmacia: il decreto Semplificazioni, tutti i vantaggi per il cittadino”