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Punto Salute, la disgrafia infantile 

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Affrontiamo con l’aiuto della dott.ssa Alessandra Lumachelli, la disgrafia infantile

Parliamo di disgrafia infantile. Ascolta il podcast con Luigi Cavalieri, Direttore di ProfiloSalute

Già a partire dall’infanzia, ci scopriamo produttori di testi: stampiamo l’impronta delle mani sui finestrini appannati dell’auto e sulla sabbia del mare, utilizziamo matite colorate sui fogli di carta  e sulle pareti casalinghe, facendo chiari  tentativi  di scrivere.  Il gesto grafico è il più complesso e più raffinato a cui giunge l’essere umano. 

É sicuramente importantissimo lasciare liberi i bambini di eseguire queste attività, che vengono, perlopiù, considerate esercizi di prescrittura, utili cioè per apprendere la gestualità diretta allo scrivere. I piccoli imparano concetti di spazio e tempo, seguendo con gli occhi il movimento della mano scrivente:  si accorgono che, se il movimento é prolungato (tempo), anche il segno, che rimane impresso, é  lungo (spazio).

Come riconoscere la disgrafia infantile

Gattonare, scarabocchiare, disegnare ed, infine, eseguire esercizi come ripassare il tratteggio di figure e lettere o completare sequenze composte da onde, ghirlande, crocette,  stanghette, ecc.  aiuta  a prevenire il fenomeno dilagante della disgrafia infantile.  Il termine “disgrafia” significa letteralmente “brutta scrittura”, sebbene sarebbe più corretto parlare di scrittura difficoltosa per una serie di motivi. Infatti si tratta di un disturbo specifico di apprendimento della scrittura, relativo alla competenza grafo-motoria.

Disgrafia infantile, di cosa si tratta

L’atto  scrittorio coinvolge effettivamente un insieme di capacità motorie ed i processi di elaborazione del linguaggio. Ma nei bambini disgrafici tali abilità non appaiono completamente integrate.  

Il risultato é una scrittura troppo lenta, sciatta, quasi illeggibile, vergata con evidente difficoltà. Le parole sono frequentemente non in linea rispetto alle righe e le singole lettere possiedono grandezze diverse. In ogni caso, per avere la certezza di trovarsi di fronte ad un disturbo dell’apprendimento, é necessaria una valutazione diagnostica.

Luigi Cavalieri