Digitalizzazione

Digitalizzazione: ora più che mai un’esigenza per il sistema sanitario

Il futuro della sanità chiede il rafforzamento della telemedicina e la digitalizzazione dei sistemi organizzativi. Da poco concluso il progetto “Telemedicine R-evolution” per confermare queste necessità.

Digitalizzazione e medicina: uno slancio significativo con la pandemia

La pandemia che ha colpito duramente il sistema sanitario, economico e sociale mondiale, è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Già da tempo infatti, era stata avanzata più volte l’idea di accelerare il sistema sanitario sfruttando la digitalizzazione attraverso l’action plan 2012-2020 “eHealth”.

Proprio durante il periodo d’emergenza, si è potuto vedere le grandi potenzialità della telemedicina e solo oggi ci si è resi conto che risulta indispensabile a fronte di determinate situazioni.

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Negli ultimi mesi ad esempio, sono nate 180 attività di telemedicina di cui il 50 per cento erano tele-visite e il 30 per cento tele-consulti. Grazie a questa modalità in remoto, per il diabete di tipo 1 sono state recuperate il 44 per cento delle visite perse nei primi mesi dell’emergenza rispetto al 2019.

Telemedicine R-evolution per la digitalizzazione del sistema sanitario

A fronte di molti ostacoli che devono ancora essere superati, lo scorso luglio è stato avviato il progetto “Telemedicine R-evolution”, di cui si è da poco conclusa la 1° edizione. Un’iniziativa di Roche Diabetes Care, in collaborazione con Motore Sanità, a cui hanno partecipato tutti gli attori coinvolti, a partire da esponenti delle Istituzioni, mondo scientifico e accademico.

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Telemedicina

«Sono tanti anni che si parla di digitalizzazione e telemedicina, ma solo negli ultimi mesi a causa della pandemia se ne è realmente capita l’importanza e le potenzialità. Per la diabetologia c’è stato un notevole incremento dell’utilizzo, soprattutto per monitorare i dati glicemici dei pazienti da remoto direttamente nella cartella clinica informatica, ma qualche difficoltà è stata riscontrata, in particolare per la gestione dei pazienti anziani, generalmente meno avvezzi alla tecnologia, ma che rappresentano una quota importante di persone con diabete e le più a rischio Covid. Bisogna quindi attuare delle strategie che permettano l’accesso a queste tecnologie a tutti, indipendentemente dall’età o dal livello di scolarizzazione, e deve essere uniforme su tutto il territorio nazionale», dice Agostino Consoli, Professore di Endocrinologia presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti–Pescara e Presidente SID- Società italiana di Diabetologia.

La digitalizzazione per abbattere temi e costi

Essendoci inoltre un incremento delle patologie croniche nel nostro Pese, la digitalizzazione e la telemedicina risultano elementi fondamentali anche dopo la pandemia, soprattutto in vista dello studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale afferma che cronicità assorbe dall’82 all’84 per cento delle risorse pubbliche; una problematica sia sanitaria che economica.

Gli obiettivi per il futuro prossimo sono quelli di incentivare la risposta territoriale, intensificando la formazione sanitaria e incentivando i nuovi approcci con il paziente, bisognoso di assistenza e di informazioni chiare. Ecco che la telemedicina potrebbe far velocizzare in maniera significativa il processo di cura e prevenire il rischio di complicanze, senza obbligare i pazienti (specialmente quelli più fragili) a doversi spostare fisicamente presso le strutture ospedaliere.

Leggi anche il nostro articolo dedicato alla telemedicina e assistenza anche dopo la pandemia

Telemedicina e teleassistenza necessarie anche dopo la pandemia

 

Redazione

Fonte: ufficio stampa HealthCom Consulting

Fonte Immagini: Pexels e Giphy

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