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Zucchero Amaro, le storie dietro il diabete. Per sfatare tante fake news sulla malattia

Parte “Zucchero Amaro”, la campagna di sensibilizzazione sul diabete mellito tipo 2, malattia cronica che rappresenta il 90% circa dei casi di diabete nel mondo.

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Il diabete colpisce in Italia circa 3 milioni di persone e il dato è sottostimato perché molti non sanno di avere questa patologia. In particolare è il diabete mellito di tipo 2 a registrare il maggior numero di casi (il 90% del totale) e i dati sono in costante aumento.

Ecco che Novo Nordisk Italia, in partnership con IBDO Foundation e Cittadinanzattiva, lancia Zucchero Amaro, la campagna di sensibilizzazione proprio sul diabete mellito tipo 2.

Si tratta di un portale www.zuccheroamaro.com che si occupa di fornire un’informazione veritiera e certificata, soprattutto in un periodo come quello pandemico in cui cercare le risposte online è la soluzione più immediata.

La campagna nasce dalla convinzione che per buona parte delle persone la conoscenza del diabete si basa su luoghi comuni e falsi miti, spesso locali e talvolta curiosi.

Fake news sul diabete

A provocare il diabete è stato uno spavento; il diabete è una malattia contagiosa; chi è malato non può praticare sport. Queste sono solo alcune delle false credenze che circolano sulla malattia, e purtroppo sono ancora molto radicate.

“In un periodo storico come quello che stiamo vivendo diventa sempre più importante fornire ai cittadini strumenti che possono essere utili e validi per curare questa malattia – afferma il Prof. Davide Lauro, Direttore U.O.C. Endocrinologia e Diabetologia, Dipartimento di Scienze Mediche, Fondazione Policlinico Universitario Tor Vergata, Roma. Le difficoltà che si riscontrano nell’accesso alle cure possono rendere più difficile il controllo e la gestione della malattia, sottovalutando i rischi legati al diabete”.

Contro il diabete puntare sulla prevenzione

Caratterizzata da una video serie in 8 puntate, realizzata attraverso decine di interviste raccolte in diverse regioni d’Italia, la campagna indaga le esperienze personali legate al diabete tipo 2 intrecciando le storie delle persone con gli approfondimenti specifici sulla malattia: cosa significa essere una persona con diabete? Come incide la malattia sullo stile di vita? Quali sono gli aspetti psicologici in gioco?

La campagna nasce dall’ ascolto delle conversazioni online, avviato alla fine del 2019 e proseguito durante il 2020, che ha permesso di evidenziare come il Covid-19 abbia fatto da propulsore al dibattito sul tema diabete, lasciando emergere le paure, i dubbi e le incertezze dei malati.

La campagna è caratterizzata da una buona dose di empatia e ironia, affrontando il tema in una modalità fresca e oggettiva, con un tono di voce brillante e mai stucchevole.

I pazienti con diabete corrono un rischio di complicazioni maggiori da coronavirus, lo ha evidenziato l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ed è per questo che con la pandemia il tema è diventato sempre più presente sul web.

“Oggi più che mai è importante comprendere i rischi legati alla diffusione di notizie false – afferma Fabio Grandin, P&O and Communication Sr Director di Novo Nordisk. La rete è un mezzo potente di conoscenza, ma anche un veicolo di disinformazione: il nostro impegno nel promuovere il cambiamento passa anche attraverso lo sviluppo di nuovi strumenti per rispondere alle esigenze dei pazienti e di un pubblico trasversale in cerca di risposte”.

 “Nella comunicazione della gestione e nel trattamento del diabete è importante fare un salto culturale – afferma il Prof. Andrea Giaccari, Responsabile del Centro per le Malattie Endocrine e metaboliche – Fondaz. Policlinico Universitario A. gemelli IRCCS di Roma: è necessario per esempio comunicare che il diabete tipo 2 non deve essere vissuto con un senso di colpa. Anche se il principale strumento di prevenzione e cura è lo stile di vita corretto, pochi ricordano che il diabete tipo 2 viene solo a chi lo eredita dalla propria famiglia”.

La Dott.ssa Cristina Bianchi, U.O. Malattie Metaboliche e Diabetologia – Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, continua: “La corretta informazione, a tutti i livelli, può consentire una più precoce identificazione della patologia ed una sua migliore gestione. Disponiamo oggi di numerose risorse terapeutiche in grado di prevenire o ritardare l’insorgenza delle complicanze del diabete, spesso sottovalutate. Sensibilizzare la popolazione in generale, le persone con diabete, i medici di medicina generale e anche gli stessi medici diabetologici a un tempestivo e corretto intervento può fare la differenza per tante persone”.

Leggi anche il nostro articolo sul rischio cardiovascolare legato al diabete

Dorotea Rosso

Fonte: Ufficio stampa Ufficio Stampa Novo Nordisk Italia

Fonte immagini: Freepik e Pexels

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