Sono soprattutto le persone affette da malattie croniche come il diabete ad ammalarsi di forme gravi di Covid19. Risulta dunque importante applicare strategie di prevenzione rivolte anche a limitare la pressione dell’epidemia sul sistema sanitario ed in particolare sulle terapie intensive.

Di recente è stato pubblicato sul Diabetes Research and Clinical Practice uno studio effettuato dal Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova e coordinato dal prof. Gian Paolo Fadini che descrive l’impatto negativo esercitato dal diabete sulla gravità della malattia da nuovo coronavirus.
Lo studio precedente sul diabete mellito e covid19
Già nel mese di marzo, un analisi preliminare aveva suggerito che il diabete mellito rappresentasse una delle condizioni croniche che predispongono a forme gravi di COVID-19. Il diabete mellito è una malattia metabolica cronica che, in Italia, colpisce quasi 4 milioni di persone. È caratterizzata soprattutto da alti livelli di zucchero nel sangue (glicemia) che, a lungo andare, provoca danni cronici a cuore, reni, occhi e nervi.

La nuova ricerca sul rapporto tra covid19 e diabete
Il nuovo studio dei ricercatori dell’Università di Padova, appena pubblicato sulla rivista Diabetes Research and Clinical Practice dal titolo “Newly-diagnosed diabetes and admission hyperglycemia predict COVID-19 severity by aggravating respiratory deterioration” e coordinato dal prof. Gian Paolo Fadini del Dipartimento di Medicina, ha approfondito in dettaglio l’impatto del diabete sull’andamento della malattia da coronavirus nei pazienti ricoverati presso l’Azienda Ospedale-Università di Padova. Oltre 400 pazienti ricoverati per covid 19 sono stati seguiti e monitorati durante la fase acuta della malattia da un team coordinato di specializzandi, dottorandi e docenti.

I risultati
È stato osservato che i pazienti affetti da diabete mellito presentavano una probabilità quasi doppia di sviluppare forme gravi di COVID-19, tali da richiedere trasferimento in terapia intensiva, o forme fatali. Tuttavia, tra i pazienti identificati come diabetici durante il ricovero, uno su cinque non era a conoscenza di essere affetto da diabete.

«Stimiamo che in Veneto ci siano oltre cinquantamila persone che sono affette da diabete senza saperlo – spiega il prof. Angelo Avogaro, coautore dello studio e Direttore della Diabetologia dell’Azienda Ospedale-Università di Padova – perché il diabete può rimanere a lungo asintomatico.
«È anche possibile che la potentissima infiammazione – aggiunge Gian Paolo Fadini, autore principale della ricerca – che si sviluppa in corso di COVID-19, abbia scatenato la comparsa del diabete in un certo numero di pazienti».
Il problema del diabete “nascosto”
«Da tempo sappiamo che è necessario far emergere il cosiddetto “diabete sommerso” – prosegue il Angelo Avogaro – ed ora abbiamo un motivo in più per farlo, per poter curare più adeguatamente il diabete ed il COVID-19».
«Abbiamo notato che i pazienti diabetici, durante il ricovero ospedaliero per COVID-19, presentavano – sottolinea il Dott. Mario Luca Morieri, co-autore dello studio ed esperto di analisi dati – livelli peggiori della maggior parte degli esami di laboratorio, ma l’elemento chiave è sicuramente l’aggravamento rapido della funzione respiratoria”.
“Questo dato è spiegabile – aggiunge Gian Paolo Fadini – perché sappiamo che l’iperglicemia nel diabete provoca danni praticamente in tutti gli organi e tessuti”.
Link alla ricerca: https://authors.elsevier.com/a/1be4xcOiQHXna
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Redazione
Fonte: ufficio stampa Unipd
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