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Covid: Rt nazionale scende a 0,98, la Pasqua blindata, le regioni che passano in arancione, la riapertura delle scuole

Sabato 3 aprile, domenica 4 aprile (Pasqua) e lunedì 5 aprile (pasquetta) tutte le regioni italiane tornano in zona rossa. Si tratta del nuovo lockdown nazionale  per cercare di limitare spostamenti e assembramenti durante le festività pasquali.

Per questo il Viminale, durante il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, ha chiesto ai prefetti di intensificare i controlli. In particolare le forze dell’ordine, che saranno in campo con 70 mila unità, dovranno presidiare le aree urbane più esposte al rischio di assembramenti, parchi, litorali, arterie stradali e autostradali, stazioni, porti e aeroporti.

Un monitoraggio “rigoroso” ma equilibrato, come l’ha definito il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per verificare il rispetto delle norme anti-covid che da sabato a lunedì vietano gli spostamenti anche nel proprio comune, se non per andare a trovare parenti o amici in massimo di due persone, con minori di 14 anni conviventi.

I risultati del monitoraggio delle regioni

Intanto si attendono i risultati del consueto monitoraggio del venerdì sull’andamento della pandemia nelle singole regioni. Sembra certo il passaggio in zona arancione per Campania e Veneto, quest’ultima ha sospeso le vaccinazioni fino a domenica per mancanza di dosi.

La provincia di Bolzano, invece, torna rosso scuro sulla mappa aggiornata del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, raggiungendo Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Campania e provincia di Trento.

Si va invece verso la riconferma dei colori per tutte le altre regioni

Il 7 aprile poi entrerà in vigore il nuovo decreto che preclude a tutte le regioni la zona gialla almeno fino a maggio.

Da rilevare la situazione preoccupante della Basilicata alle prese con diversi focolai e un Rt di nuovo in crescita che rischia di farla finire in rosso.

Si aggrava la pandemia in Liguria, con il presidente Giovanni Toti che ha disposto la zona rossa nel Ponente ligure, nelle province di Savona e di Imperia, da domani fino a domenica 11 aprile compresa.

Il Piemonte, che per la prima volta dopo cinque settimane registra un lieve calo dei contagi, non solo chiude i supermercati a Pasqua e Pasquetta ma impone anche il divieto di raggiungere le seconde case per i proprietari che vivono in un’altra regione.

Rientro a scuole nelle regioni rosse e arancioni

Sul fronte scuola, invece, dal 7 aprile prenderà il via il “nuovo corso” voluto dal governo Draghi. Vietate le ordinanze regionali e ritorno alle lezioni in presenza fino alla prima media in zona rossa e fino alla terza media in arancione, con le superiori in classe al 50%. Torneranno sui banchi 5,3 milioni di studenti, su poco più degli 8 milioni in totale. Contrario alle riaperture il direttore di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, secondo il quale “è profondamente sbagliato” mandare a scuola bambini non vaccinati.

Valori in lieve discesa rispetto scorsa settimana

Scende a 0,98 sotto la soglia d’allarme di 1 il valore dell’Rt nazionale che la scorsa settimana era a da 1,08. L’incidenza si attesta a 232 casi ogni 100mila abitanti contro i 240 della scorsa settimana.

Rimane comunque alto il numero di regioni e Province autonome (14 in tutto) che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica. 

Lo comunica l’Istituto superiore di sanità nel monitoraggio settimanale della Cabina di regia.

Ecco la conferenza stampa dell’Iss sul monitoraggio dei dati

Le varianti dominano, non bisogna ridurre le misure di restrizione

La circolazione di varianti a maggior trasmissibilità è “largamente dominante nel Paese il che indica la necessità di non ridurre le attuali misure di restrizione”. Inoltre, i dati di incidenza e trasmissibilità, “seppure in lieve decremento, uniti al forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi nelle aree a maggiore diffusione. Si ribadisce, anche alla luce della ormai ampia diffusione di alcune varianti, di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche”, così la bozza di monitoraggio Iss-Ministero della Salute.

6 regioni a rischio alto e 13 moderato

Complessivamente il rischio epidemico si mantiene a livelli elevati con sei Regioni (Calabria, Emilia-Romagna, Liguria, Puglia, Toscana e Veneto) che hanno un livello di rischio alto. Tredici Regioni/PPAA hanno una classificazione di rischio moderato (di cui sette ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e una Regione (Basilicata) e una Provincia Autonoma (Bolzano) hanno una classificazione di rischio basso. Lo evidenzia la bozza di monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

Calabria, Emilia Romagna, Puglia, Veneto riportano molteplici segni allerta.

Intanto, dal fronte della campagna vaccinale, nel Lazio dal 20 aprile i 55-60enni potranno vaccinarsi in farmacia. Il governatore Zingaretti ha fatto sapere che verrà utilizzato il siero Johnson&Johnson.

Unanimi i presidenti delle regioni. Attraverso il loro rappresentate, Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia Romagna, intervistato ieri sera nel corso della trasmissione di La/7 “Piazza Pulita” hanno ribadito che mancano vaccini e che la campagna non potrà essere efficace fintanto che non arrivano regolarmente le dosi necessarie a vaccinare con continuità la popolazione.

Link utili: Ministero della Salute

Redazione

Fonte: Ansa

Fonte immagini: Freepik

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