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Natale senza abbracci, così gli anziani rischiano meno

Le Feste al tempo del coronavirus. Gli esperti avvertono: “Al chiuso mascherine e distanza potrebbero non bastare”. A preoccupare per la salute degli anziani anche la presenza di altre patologie.

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Massima attenzione per la salute degli anziani
Feste, momento atteso soprattutto dagli anziani

Le Feste, si sa, sono un momento di riunione familiare tanto atteso da molti, in particolare dalle persone anziane, che finalmente possono rivedere i figli e i nipoti.

Quest’anno però dovrà essere necessariamente diverso, dato che quello che ci aspetta è il primo Natale con il Covid. Ecco quindi che si conferma fondamentale non abbassare la guardia. Perché la convivialità di questi giorni di Festa potrebbe favorire un aumento dei contagi.

Questo è stato uno dei temi al centro dell’ultimo Congresso organizzato da SIMIT, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.

Gli esperti hanno evidenziato la pericolosità delle festività per la salute delle persone più anziane, come ha sottolineato il dott. Filippo Luca Fimognari: “Gli anziani, e chi vive con loro, devono sapere che le Feste in arrivo rappresenteranno una situazione estremamente pericolosa.

Non basteranno mascherine e distanze, perché nei luoghi al chiuso è ancora più facile il contagio. Occorre prestare massima attenzione alla prevenzione e all’osservanza di tutte le regole, soprattutto quelle dettate dal buonsenso”.

Anziani a rischio 

E’ un dato certo infatti che attualmente la maggior parte dei contagi avviene all’interno delle famiglie.

Spesso le persone anziane contraggono il virus da persone più giovani, figli o nipoti che conducono una vita sociale generalmente più attiva e che, quindi, possono essere positivi ma in forma asintomatica.

Il professor Marco Falcone del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa è intervenuto ai microfoni di Radio Wellness rimarcando proprio questo concetto:

“Gli anziani sono la categoria da preservare di più in questi giorni. Sicuramente non saranno felicissimi di non poter interagire con i nipoti o i familiari. Ma per ridurre al massimo il rischio di infezione sarà necessario tenere un distanziamento nei confronti delle persone più anziane. Questo è particolarmente importante negli incontri con le persone più giovani, poiché, in caso di presenza del virus, hanno un alto tasso di infezione asintomatica rispetto agli adulti o agli anziani che sviluppano più frequentemente una malattia invece sintomatica”. 

Inoltre, non è solo il rischio di Covid che spaventa i medici: la situazione è resa più preoccupante dalla presenza di altre patologie che si manifestano con l’avanzare dell’età.

A riguardo, il dottor Falcone ha sottolineato che “la malattia che fa di più la differenza in termini di prognosi in malati anziani con Covid-19 è la malattia cardiovascolare. Nei pazienti che hanno avuto problematiche infartuali, oppure scompenso cardiaco, il Covid è una patologia che causa, tra i vari effetti sistemici, anche un aumento del rischio di eventi cardiovascolari acuti. Se un paziente ha una patologia cardiovascolare il rischio aumenta”.

Andando avanti con l’età, inoltre, si diventa sempre più soggetti ad infezioni che potrebbero peggiorare una situazione già grave per via del Covid: ad esempio una infezione ai polmoni, che può causare polmonite o bronchite, oppure alle vie urinarie. L’attenzione dev’essere massima verso pazienti che mostrano sintomi riconducibili a queste patologie, in primis nei Pronto Soccorso.

Gli anziani e il vaccino anti Covid-19

Per quanto riguarda il vaccino antinfluenzale, dai dati finora raccolti si riscontra che l’adesione quest’anno è stata più elevata rispetto agli anni passati, soprattutto tra gli anziani. Dai medici arriva la raccomandazione di provvedere alla vaccinazione di entrambi, specialmente quello anti Covid-19, come ci ha spiegato il professor Falcone:

“Negli anziani il vaccino anti Covid permette di limitare al massimo la possibilità che il paziente sviluppi una forma grave della malattia. Quest’anno saranno importanti entrambi, ma quello per il Covid lo è ancor di più: quest’anno l’influenza stagionale, viste le mascherine, guanti e distanziamento sociale, probabilmente non avrà una circolazione pari a quella degli altri anni”.

In Italia la vaccinazione anti Covid inizierà il prossimo 27 dicembre: la comunità scientifica sostiene che nell’arco di un anno ci sarà la possibilità di vaccinare tutti coloro che lo vorranno.

Segui anche la nostra puntata di #Salute sugli effetti della pandemia sui nostri anziani

#Salute: anziani tra isolamento e solitudine

Marco Lacava

Fonte immagini: Pexels

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