Chiuso l’accordo sulla scuola, concorso precari dopo l’estate

In attesa del concorso i 32 mila docenti di scuola media e superiore entreranno in cattedra a tempo determinato direttamente dalle Graduatorie d’istituto, che dovranno essere aggiornate. E dal primo settembre saranno a disposizione della scuola.

E’ stata la mediazione del premier Giuseppe Conte a far giungere alla decisine finale sul concorso per i precari della scuola: il concorso ci sarà, ma dopo l’estate e non sarà più a crocette ma ci sarà una prova scritta. Nel frattempo, i 32 mila docenti di scuola media e superiore entreranno in cattedra a tempo determinato direttamente dalle Graduatorie d’istituto, che dovranno essere aggiornate. E dal primo settembre saranno a disposizione della scuola.

La ministra del’Istruzione Lucia Azzolina si è dichiarata “soddisfatta”.

Intanto proseguono i lavori del “cantiere scuola” in vista della ripresa in autunno, anche se il rientro in classe a settembre per molti aspetti resta ancora un’incognita.

Il piano di rientro per la scuola è pronto: il comitato di esperti a cui si sta affidando il MIUR per fare in modo che la ripresa delle lezioni in classe possa avvenire nella massima sicurezza ha realizzato il documento con tutte le linee guida da rispettare, con precedenza per il rientro in classe per gli studenti che devono recuperare le insufficienze e a seguire poi la data ufficiale di inizio delle lezioni per tutti non ancora definita.

Il documento con tutte le linee guida per la ripresa in sicurezza verrà discusso nelle prossime ore con i rappresentanti del Ministero dell’Istruzione, in modo che questo poi possa prendere una decisione politica su come dovrà essere il ritorno in classe.

Intanto si rincorrono le anticipazioni:

E’ facile prevedere che sarà indispensabile mantenere le distanze di sicurezza: due metri tra un banco e l’altro.

Ma la distanza non sarà tutto: argomento molto dibattuto è stato quello delle mascherine. Sembra che alla fine il comitato scientifico abbia deciso di renderle obbligatorie tanto per gli insegnanti quanto per gli studenti. Gli unici a non avere quest’obbligo sarebbero i bambini delle scuole dell’infanzia.

Redazione

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