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Cancro al fegato, un integratore per migliorare le condizioni dei pazienti

Messo a punto in Italia l’integratore di nuova generazione che migliora le condizioni dei pazienti in cura oncologica per il cancro al fegato. Lo studio, ora pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Cancers, è stato coordinato dal Prof. Matteo Donadon, Direttore del Programma di Chirurgia Oncologica dell’Ospedale Universitario Maggiore della Carità di Novara

Un integratore naturale, già noto in ambito oncologico, è ora a disposizione di medici e pazienti in una nuova formula ulteriormente migliorata, a base di peptidi di pesce, retinolo, piridossina, tiamina, magnesio pidolato e calcio pidolato, che offre un chiaro e netto contributo al benessere dei pazienti oncologici sottoposti a intervento chirurgico: tutti i parametri principali con cui si misura il ‘performance status’ di queste persone, migliorano sensibilmente.

Ascolta l’intervista al Prof. Matteo Donadon, Direttore del Programma di Chirurgia Oncologica dell’Ospedale Universitario Maggiore della Carità di Novara

E’ quanto emerge da uno studio eseguito su pazienti affetti da neoplasia primitiva del fegato, ovvero con epatocarcinoma e colangiocarcinoma, ai quali è stato somministrato l’integratore prima e dopo l’operazione.

Cancro al fegato, sollievo da un integratore

Si tratta di uno dei pochi studi clinici in doppio cieco con placebo su un integratore. Significa che sono stati impiegati gli stessi criteri con cui sono testati i farmaci: né il medico, né il paziente sapevano chi assumeva l’integratore e chi il placebo. Dall’analisi dei primi 66 casi, che sono stati interamente seguiti per molti mesi dopo l’intervento, sono stati rilevati dati statisticamente significativi a favore del gruppo di pazienti che assumeva l’integratore.

Attraverso un affidabile strumento di misurazione della qualità della vita, che tiene conto di diversi parametri sia fisici sia psicologici, è emerso che i pazienti con cancro al fegato che avevano assunto il prodotto hanno avuto un netto miglioramento in molti di questi parametri. Ciò non è avvenuto in coloro che hanno assunto placebo, nei quali diversi di questi parametri sono peggiorati.

In sostanza, coloro che hanno assunto l’integratore hanno avuto un recupero post-operatorio più veloce e globalmente migliore. Nei prossimi mesi si prevede di poter analizzare anche i risultati in termini di recidive e sopravvivenza. Il lavoro è stato pubblicato ora sulla prestigiosa rivista scientifica ‘Cancers’ (Impact Factor 6,5) dopo un’attenta analisi da parte di qualificati revisori internazionali.

E’ stato realizzato dai Proff. Matteo Donadon e Guido Torzilli, all’ospedale Humanitas di Rozzano (Milano), ed allargato, come multicentrico, all’ospedale Infermi di Rimini con il coordinamento del Dott. Luigi Veneroni, e all’ospedale Cardinal Panico di Tricase (Lecce), sotto la direzione del Dott. Emiliano Tamburini.

Studio sui pazienti con cancro al fegato

Spiega il Prof. Matteo Donadon, attualmente Direttore del Programma di Chirurgia Oncologica dell’Ospedale Universitario Maggiore della Carità di Novara: “L’obiettivo della ricerca era valutare se il prodotto potesse dare un contributo nel rafforzare l’organismo e contribuire al benessere generale della persona. Talvolta gli interventi chirurgici vengono rinviati proprio a causa del rischio rappresentato dal deperimento del paziente. Pertanto, in ambito medico, si ritiene utile trovare il modo di preparare adeguatamente gli ammalati di cancro ad affrontare al meglio le cure del caso”.

Prof. Guido Torzilli, Direttore del Dip. di Chirurgia Generale ed Epatobiliare IRCCS Istituto Clinico Humanitas Rozzano (MI):Una intuizione italiana ha aperto nuovi orizzonti nella gestione dei pazienti oncologici aiutandoli a meglio affrontare le cure. Questo studio ci sta dicendo che siamo sulla strada giusta”.

Dott. Luigi Veneroni, Chirurgia Generale Ospedale Infermi Rimini: “Vorrei ringraziare prima di tutto i pazienti e coloro che hanno reso possibile lo studio randomizzato. Un grazie ai collaboratori Dott. Davide Tassinari, Dott. Gabriele Donati, Dott.ssa Brit Rudnas, Dott.ssa Claudia Soverchia, Dott.ssa Denise Lombardi, Dott. Gianluca Garulli. Considerati i risultati raggiunti, auspicherei un nuovo lavoro che possa associare questo integratore a un farmaco chemioterapico efficace sulle patologie primitive del fegato”.

Dott. Emiliano Tamburini, Direttore Struttura Complessa Oncologia Ospedale Cardinale G.Panico di Tricase: “Avevo già avuto modo di prescrivere l’integratore negli ultimi anni in cui lavorai in Romagna, notando come l’uso, su molti pazienti, impattasse positivamente in termini di qualità di vita; questo oltretutto al costo di nessun effetto collaterale riportato dai pazienti. Proprio grazie all’esperienza pregressa, ho accolto con entusiasmo la possibilità di partecipare ad uno studio randomizzato, il primo per me su un integratore, convinto di quanto questo prodotto potesse aggiungere alle nostre terapie tradizionali. I dati hanno poi di fatto confermato quella che era una evidenza legata alla pratica clinica.”

Già nel 2019 sul prodotto era stato realizzato uno studio pilota su 24 pazienti affetti da tumore al colon in stadio avanzato. Il progetto era stato coordinato dal Prof. Mariano Bizzarri, del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università La Sapienza di Roma, dove coordina il System Biology Group Laboratorye dirige il centro di Biomedicina Spaziale. In quello studio pilota, ad un gruppo era stato somministrato un solo farmaco specifico mentre all’altro gruppo al farmaco era stato associato l’integratore. I risultati avevano evidenziato un importante contributo di quest’ultimo nel sostenere la salute generale dei pazienti contribuendo ad una loro miglior aderenza alle cure standard che pertanto potevano ‘funzionare ancora meglio’.

Integratore adatto non solo ai pazienti con cancro al fegato

Il futuro della ricerca è quello di capire se l’uso di questo prodotto si può estendere anche a pazienti affetti da altre tipologie di tumore.

Prevenzione in primo piano

Un corretto stile di vita resta la prima arma per prevenire l’insorgenza dei tumori. Avere una corretta alimentazione è la prima regola per tutelare la nostra salute. L’obesità si conferma una grave “minaccia” alla nostra salute: mediamente l’obesità riduce l’aspettativa di vita di 8/10 anni negli adulti e chi è obeso ha il 30/40% di possibilità in più di sviluppare un tipo di cancro.

Integratore e cancro al fegato

Si tratta di un integratore messo a punto, prodotto e distribuito da Aurora Biosearch di Bollate (MI), società di ricerca e sviluppo impegnata a realizzare soluzioni di nuova generazione per l’oncologia, la neurologia, la dermatologia e la medicina rigenerativa.

L’approccio alla ricerca in Aurora Biosearch si inserisce nell’ambito della biologia dei sistemi complessi (systems biology) e della biologia dello sviluppo (developmental biology).

Nello specifico Aurora Biosearch da anni è attiva nello studio dei processi di sviluppo embrionale ossia quei processi che guidano la nascita della vita. La comunità scientifica internazionale infatti è sempre più convinta che molte patologie complesse, quali il cancro e la neuro-degenerazione, possano essere più facilmente comprese alla luce dei meccanismi con cui si formano organi ed apparati. Processi che vengono già ampiamente studiati anche in ambito di ingegneria tessutale e medicina rigenerativa.

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