favorite
Tags
Podcast
Radio
anziani e attività contro le cadute

Cadute degli anziani, la prevenzione resta la migliore cura

Condividi

Circa un terzo degli over 65 anni e la metà degli over 80 cade almeno una volta all’anno, e circa la metà delle cadute avviene in casa per la perdita dell’equilibrio. Uno studio scientifico conferma il ruolo determinante dell’attività fisica come forma di prevenzione su svariate patologie e degenerazioni e di cura per recuperare funzionalità e relazioni sociali positive. Il progetto Walking leaders

Sebbene solo una caduta su cinque possa richiedere cure mediche e meno di una caduta su dieci provochi una frattura, resta la principale causa di ospedalizzazione, la terza di disabilità cronica e la quinta di morte accidentale (dopo malattie cardiovascolari, cancro, ictus e cause respiratorie). Uno studio scientifico conferma il ruolo determinante dell’attività fisica come forma di prevenzione su svariate patologie e degenerazioni e di cura per recuperare funzionalità e relazioni sociali positive.

Nei prossimi 10-30 anni continuerà il trend relativo all’aumento della vita media nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo e, quindi, dell’invecchiamento della popolazione. Una tendenza che comporterà un aumento della spesa sociale e sanitaria. La sedentarietà, è scientificamente dimostrato, ogni anno è concausa nel mondo di circa due milioni di morti premature per inattività fisica (fonte OMS).

L’esercizio fisico svolge quindi un ruolo importante nella prevenzione a tutte le età e a maggior ragione lo è per gli over 65, con una riduzione significativa di varie malattie che interessano non solo l’apparato neuro-muscolare ma anche quelle neuro-degenerative, che caratterizzano l’invecchiamento generale della persona. Le cadute sono una delle maggiori insidie della terza età e gli anziani che cadono inoltre, hanno da due a tre volte maggiori possibilità di cadere di nuovo entro un anno. La prevenzione delle cadute quindi si conferma cruciale così come praticare regolarmente attività fisica con programmi adeguati.

Da queste premesse e dalla convinzione che la perdita di autonomia incida profondamente sull’identità della persona e sul piano cognitivo e socio-affettivo relazionale nasce il progetto Walking leaders, un percorso guidato di attività fisica adattata, animazione ludico-culturale, rieducazione e mantenimento della motricità residua secondo protocolli scientifici che porta innegabili benefici anche sul piano psicologico e cognitivo dell’anziano e persino in soggetti con gravi patologie, come la demenza senile o Alzheimer e che limiti le cadute.

Il progetto, nato in collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone, Università degli studi di Palermo ed Esercito Italiano coinvolgendo personale militare in congedo e familiari, trova il suo fondamento nelle risultanze del progetto di ricerca PSN 2017 “Prevenzione incidenti domestici” diretto dal Prof. Mario Barbagallo, promosso dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone, in collaborazione con la Prof.ssa Juliana Ligia Dominguez, con il Prof Giuseppe Messina  ed il Prof Giuseppe Battaglia, coordinatori delle rispettive aree di competenza.

Il progetto ha assegnato 4 borse di studio per laureati in scienze motorie e 3 borse di studio per laureati in psicologia. I vincitori hanno condotto le varie attività previste, secondo gruppi di 30 soggetti anziani, presso le strutture sportive del CUS Palermo e dell’Esercito italiano e presso la struttura universitaria dell’Università di Palermo, Dipartimento delle scienze psicologiche, pedagogiche, dell’esercizio fisico e della formazione di Palermo. A fine attività tale progetto avrà coinvolto oltre 150 persone.

Tali protocolli di attività motoria, finalizzati alla prevenzione delle malattie nei soggetti sani ed in quelli affetti da patologie che traggono beneficio dall’esercizio fisico, oltre che prevenire le cadute, rappresentano un valido ausilio ai programmi preventivi istituzionali e alle terapie farmacologiche tradizionali, rallentando il declino funzionale e conservando il più a lungo possibile l’autosufficienza e la socialità dell’anziano, riducendo quindi in maniera sostanziale anche i costi che si proiettano poi sulla Sanità pubblica.

Attività fisica per prevenire le cadute

Uno degli studi si è focalizzato sul valutare l’efficacia di un programma di esercizi propriocettivi (cioè esercizi che stimolano il sistema neuro-motorio attraverso il controllo del corpo e del suo movimento nello spazio) su mobilità funzionale, resistenza muscolo-scheletrica, equilibrio dinamico e statico, andatura e rischio di cadute negli anziani istituzionalizzati, con una combinazione di esercizi adattati per un periodo di 12 settimane. Questo programma è consistito in 45 minuti di attività in gruppo, più di 100 minuti di attività individuale a settimana, per un totale di 36 sessioni (29 ore).

“I risultati mostrano come un programma di esercizi propriocettivi abbia prodotto miglioramenti significativi rispetto al gruppo di controllo in aree quali mobilità funzionale, resistenza muscoloscheletrica, equilibrio, andatura e rischio di cadute negli anziani istituzionalizzati. Questo studio può aiutare a migliorare la nostra comprensione dell’impatto di un protocollo specifico per un programma attività motoria adattata basata sulla propriocezione – afferma il Prof Giuseppe Messina, Coordinatore vicario del Master in Posturologia e Biomeccanica dell’Università di Palermo – un progetto pilota di medicina preventiva esportabile, al momento guidato dalla Sicilia in collaborazione con esercito e istituzioni, da ministero e università ma che può essere replicato ovunque in tutta Italia”.

Fondamentale per un’accurata valutazione posturale delle persone coinvolte nella ricerca l’utilizzo di una strumentazione tecnologicamente avanzata presso il laboratorio di Posturologia e Biomeccanica dell’università di Palermo. La prima anamnesi (e i follow up successivi) è stata effettuata con il sistema di rilevamento tridimensionale Spine 3D, con una valutazione accurata della colonna vertebrale senza sottoporre la persona all’esposizione diretta di raggi potenzialmente dannosi.

Il principio fisico di Spine 3D è quello delle camere 3D simile all’eco-localizzazione dei pipistrelli, con un fascio di luce a infrarossi che rimbalza sulla superficie e il cui ritorno è catturato dal sensore. Spine3D, a partire dalla nuvola di punti acquisita, permette la stima dei punti di repere principali della schiena (utilizzati per localizzare una regione del corpo in maniera univoca) e della curva che descrive l’andamento superficiale della colonna, attraverso una combinazione di reti neurali e algoritmi realizzati ad hoc con la tecnologia lidar tof (Time of flight).

A questa strumentazione si affiancano altri strumenti come la pedana baropodometrica Freemed per la valutazione dell’appoggio plantare e della postura, Free Step  soluzione software per la valutazione dell’appoggio plantare, l’analisi biomeccanica del movimento degli arti inferiori e lo studio della postura, Treadmil, un tapis roulant baropodometrico per l’analisi delle pressioni plantari e Moover Gait, una rete di sensori inerziali indossati dal paziente che fornisce un’analisi del movimento completa e accurata.

Dato per assodato quindi che l’inattività fisica è una realtà sempre più emergente nell’età adulta e anziana con il conseguente sviluppo non solo di patologie croniche, ma anche di numerosi disturbi quali mal di schiena, sovrappeso, malumore, cadute, legati a stili di vita scorretti, l’esercizio fisico si conferma un’attività rilevante per il mantenimento di un corretto equilibrio psicofisico dell’individuo, in grado di migliorare significativamente la qualità della vita e di attuare un’efficace attività di prevenzione delle malattie croniche.

Fonte: Ufficio stampa Mediamover