awake surgery

Awake Surgery: la riabilitazione che ha salvato Alex Zanardi e molti altri pazienti

Una grande emozione per tutti il risveglio di Alex Zanardi al San Raffaele. Le sue parole hanno lasciato un segno non solo ai suoi familiari ma anche alla dottoressa dei risvegli Federica Alemanno, neuropsicologa, che aiuta i pazienti tramite la awake surgery.

Attualmente il campione si trova nell’Ospedale di Padova per continuare la riabilitazione grazie alla dottoressa e neuropsicologa Federica Alemanno la stessa che, lo scorso anno, gli teneva la mano sin dai primi momenti dopo il drammatico incidente. «È stata una grande emozione quando ha cominciato a parlare, nessuno ci credeva. Lui c’era! E ha comunicato con la sua famiglia» dichiara Federica al Corriere della Sera.

awake surgery
Alex Zanardi

Non solo il campione di handbike, ma anche tanti altri pazienti sono stati seguiti con dedizione dalla neuropsicologa. Si tratta di un percorso di riabilitazione detto awake surgery che parte già dalla sala operatoria, quando i pazienti vengono sottoposti da svegli a delicati interventi al cervello a causa di tumori, malformazioni o traumi dovuti a incidenti come nel caso di Zanardi.

«Si chiama awake surgery, appunto chirurgia da svegli. È una tecnica molto particolare – spiega Alemanno al Corriere della Sera – che si fa in pochissimi centri in Italia e ha come obiettivo quello di garantire al paziente la migliore qualità di vita possibile dopo un’inevitabile intervento chirurgico».

awake surgery
Federica Alemanno –

Un’amore che nasce sin dall’epoca degli studi quello di Federica. Un interesse nel capire come funzionano le dinamiche del cervello e quali emozioni e sensazioni si provocano se sottoposto a determinati stimoli. Un modo alternativo per prevenire anche eventuali aggravanti delle malattie cerebrali.

Come funziona la awake surgery nel dettaglio?

«La awake surgery, la chirurgia da svegli, viene utilizzata in casi particolari, soprattutto in pazienti giovani , fra i 30 e i 50 anni, con due tipi di malattia: i gliomi cosiddetti a basso grado e i cavernomi», precisa Alemanno al Corriere della Sera «I gliomi sono tumori del cervello non particolarmente aggressivi, ma che possono, con la loro presenza in certe aree, compromettere alcune importanti attività cerebrali come la memoria, la parola e l’attenzione. Stesso discorso per i cavernomi (un accumulo di vasi sanguigni anomali, ndr). Parliamo, comunque, di malattie piuttosto rare».

Federica Alemanno, grazie al suo background di formazione, è attualmente responsabile del Servizio di Neuropsicologia e professore alla facoltà di Psicologia dell’Università Vita e Salute al San Raffaele, lavora su due fronti: la riabilitazione e l’attività in sala operatoria.
awake surgery
Sala operatoria

«Io sono la prima – continua Alemanno – a vedere il paziente candidato all’intervento e lo sottopongo a test per capire quali sono le sue capacità cognitive, da verificare poi in sala operatoria»

«Prima di mettere in azione il bisturi – racconta Alemanno – il chirurgo simula, con stimolazioni elettriche, l’intervento zona per zona. Se per esempio siamo nell’area della memoria, ripropongo al paziente, che è sedato, ma non addormentato, la fotografia della moglie. Se la riconosce, significa che il bisturi non danneggerà questa funzione e il chirurgo può procedere. L’obiettivo non è solo la sopravvivenza del paziente, ma quello di salvaguardare il più possibile le funzioni cognitive e assicurare la migliore qualità di vita possibile».

awake surgery
awake surgery

Durante queste lunghe operazioni, la dottoressa Alemanno segue il paziente passo per passo, tenendogli la mano per rassicurarlo ed evitare attacchi di panico. La awake surgery permette non solo di risparmiare sulla rianimazione del paziente (in genere molto costosa) ma consente anche di lasciare dei posti letti liberi per i pazienti malati di Covid.

Proprio quest’ultimi, si trovano spesso a dover subire dei trattamenti molto invasivi come l’intubazione da svegli o, nella solitudine, veder morire le persone attorno ai loro letti. Anche per questi pazienti dunque, è riservata un’attenzione in più da parte della dottoressa Alemanno, la quale si occupa anche di persone affette da Parkinson, di Alzheimer o di altri tipi di demenza.

Uno sguardo al futuro

Anche Federica, come molti altri, sta spingendo per rafforzare in maniera concreta le tecniche di tele-riabilitazione, delle tecnologie già in uso per i pazienti domiciliati all’estero ma che deve essere garantita come standard anche qui in Italia, soprattutto durante questo periodo d’emergenza sanitaria.

 

Leggi anche il nostro articolo dedicato al Festival della Cultura Paralimpica di Padova ed ascolta l’intervista esclusiva ad Alex Zanardi 

Alex Zanardi ai microfoni di Radio Wellness, l’intervista esclusiva a seguito del Festival della Cultura Paralimpica di Padova

 

Redazione

Fonte: Il Corriere della Sera

Fonte Immagini: pagina Facebook Alex Zanardi, sito Università San Raffaele, Pexels

©2021 Radio Wellness®

Scroll Up