apnee notturne

Apnee notturne: 4 importanti motivi per non sottovalutarle

Con il Dott. Marco Fontana, pneumologo del centro Esculapio di Padova, abbiamo affrontato il problema, molto comune, delle apnee notturne, un disturbo che colpisce ad oggi il 10-12% della popolazione maschile e che può portare a serie conseguenze.

Apnee notturne: che cosa sono e chi sono i soggetti più colpiti?

“Le apnee notturne – ci spiega il Dott. Fontana – sono dovute a una chiusura delle vie aree a livello della gola (quindi faringe e laringe). Generalmente, nei pazienti in sovrappeso, le cellule grasse infarciscono i muscoli tensori, causando durante la notte, periodi di 10/20/30 secondi, o addirittura 1 minuto, in cui le vie aeree sono totalmente o parzialmente chiuse al transito dell’aria. Generalmente il paziente- tipo è di sesso maschile, tra i 30 e i 70 anni e in lieve o forte sovrappeso. Si calcola che circa il 10-12% della popolazione maschile sia affetta da questa patologia e avrebbe bisogno di essere curata. Questa patologia è preceduta da molti anni di russamento, un sintomo che non desta preoccupazione finché non evolve in apnea. Le donne sono colpite meno frequentemente per una questione genetica: il sovrappeso, infatti, si distribuisce meno frequentemente nel collo ma nelle zone delle natiche, fianchi e seno.”

apnee notturne

Nelle persone che non hanno problemi di sovrappeso si può comunque verificare questo tipo di disturbo a causa di conformazioni anatomiche, come ad esempio delle vie aeree più strette, ipertrofia dell’ugola, mandibola retroposta. Tutte queste conformazioni possono far verificare condizioni per la patologia anche se in forma più lieve.

Apnee notturne da non sottovalutare

Le conseguenze delle apnee notturne vengono spesso sottostimate dagli stessi pazienti ma anche dai medici di base. E’ importante però non sottovalutare questa condizioni in previsione di alcune conseguenze che potrebbero verificarsi nel tempo.

“La mancanza d’ossigeno, se pur transitoriamente, è pur sempre un’insufficienza d’aria a livello di organi come il cuore o il cervello che, anche durante la notte, devono essere ossigenati in maniera adeguata. Nel corso del tempo, c’è il rischio concreto di avere un ictus o un infarto. Parliamo di eventi che possono portare anche teoricamente ad una morte nel sonno. Quando si parlava di morte del sonno, nella maggior parte dei casi erano dovute alle apnee notturne che determinavano un arresto cardiaco. Altre conseguenze possono essere: l’ipertensione arteriosa, la cardiopatia dilatativa e la sonnolenza diurna. Quest’ultima è anch’essa un sintomo grave in quanto può causare eventuali incidenti stradali. Queste sonnolenze avvengono perché durante la notte il cervello è costantemente impegnato a mandare segnali per ripristinare le vie aeree bloccate dalle apnee e dunque si “paga lo scotto” il giorno successivo.”

Le cure per le apnee notturne

Le cure per contrastare questo tipo di disturbo possono essere diverse. Si parte in primis dalla perdita di peso anche se a volte non è sempre facile, in particolar modo per le persone che hanno superato i 50 anni in quanto lo stile di vita da cambiare potrebbe comportare forti stress. In questi casi si aiuta il paziente tramite un processo mirato per chi soffre frequentemente delle apnee: si tratta della terapia ventilatoria CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) che consente ai soggetti affetti dalla sindrome di apnea nel sonno di condurre una vita normale senza russare, senza pause respiratorie, permettendo di rimanere vigili e in forma durante il giorno. Si tratta di una colonna d’aria spinta attraverso una maschera che tiene aperte le vie respiratorie.

Ascolta ora l’intervista integrale al Dott. Marco Fontana

Il Dott. Fontana ci spiega poi altre opzioni per trattare le apnee, quali l’intervento chirurgico tramite l’otorino nel caso in cui il paziente non tolleri la terapia della CPAP, oppure nel caso di determinate conformazioni anatomiche della bocca/mandibola. In quest’ultimo caso c’è anche la possibilità di intervenire tramite MAD nel caso in cui il paziente soffra di mandibola retroposta, attraverso la quale si intraprende un percorso odontoiatrico tramite un semplice apparecchio per i denti.

Prevenzione delle apnee notturne: da dove si parte?

Chi soffre di apnee notturne abbiamo detto, porta alle spalle anni di russamento. Per evitare il russamento si possono evitare alcune pratiche come i pasti pesanti, bevande alcoliche o fumo, soprattutto nelle ore serali o pre serali. Il consiglio è anche quello di dormire di lato e non in posizione supina.

Una buona prevenzione parte anche da una buona dieta: rivolgersi dunque ad un nutrizionista per perdere peso o mantenere il proprio peso forma è un ottimo punto di partenza per non incorrere nel rischio di sviluppare apnee notturne.

Leggi anche il nostro articolo dedicato ai consigli per addormentarsi bene

Redazione

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