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Alluce valgo: come riconoscerlo, come curarlo. Le 5 soluzioni più comuni

Secondo la classifica 2020 delle patologie più cercate sulla piattaforma di MioDottore ai primi posti si attesta l’alluce valgo. Un problema, non solo estetico, ma, nei casi più gravi, anche invalidante che in Italia affligge il 40% delle donne.

Alluce valgo, disturbo per il 40% delle donne

Cos’è l’alluce valgo

L’alluce valgo è una deformazione del primo dito del piede che appare risulta, visivamente, spostato lateralmente verso le altre dita, alle quali spesso si accavalla, al contempo rendendosi più sporgente, con il consueto aspetto di “cipolla”.

Si tratta di una deformità ossea, solitamente associata ad una infiammazione cronica alla base dell’alluce stesso. 

L’alluce valgo si riconosce per via del dolore che affligge l’alluce. Il secondo segnale evidente che ci troviamo di fronte ad alluce valgo è il cambiamento nell’anatomia del piede. La deviazione laterale dell’alluce, a livello dell’attaccatura del dito produce infatti la formazione di una più o meno vistosa sporgenza che indica un’infiammazione molto dolorosa che peggiora camminando per via dello sfregamento con le scarpe

Se trascurato, l’alluce valgo peggiora: lo spostamento dell’alluce diviene sempre più accentuato fino a raggiungere e sormontare il dito vicino e determinando cambiamenti nell’allineamento effettivo delle ossa del piede.

Ecco perché è bene consultare presto uno specialista che possa valutare la gravità o meno della situazione per intraprendere le azioni più utili e cioè una visita specifica che permette di misurare in posizione statica e dinamica la distribuzione dei carichi sul piede e il grado di compromissione dell’alluce. Il medico può procedere con una radiografia (in posizione sotto carico) per avere un’indicazione sul grado della deformità e per valutare i cambiamenti che si sono verificati a carico del piede. Questa indagine consente anche di determinare l’angolo tra l’alluce e il piede

Sintomi

Difficoltà a camminare (a causa del dolore)

Dolore nella zona interessata, anche a riposo;

Arrossamento, intorpidimento e gonfiore;

Modifiche alla forma complessiva del piede;

Ispessimento della pelle

Cause

La patologia colpisce soprattutto donne in età matura. Spesso l’alluce valgo è legato ad altre patologie o deformità del piede come il cosiddetto piede piatto o a malattie come l’artrite reumatoide. Esisterebbero, inoltre, alcuni fattori predisponenti connessi all’ereditarietà), soprattutto nei casi di alluce valgo giovanile.

Alluce valgo e calzature appropriate

Per le forme infiammatorie di alluce valgo la responsabilità può essere attribuita anche a modelli di calzatura inadeguati alla fisiologia del piede, come ad esempio scarpe con punta stretta, troppo piccole o col tacco troppo alto. Le scarpe che non si adattano adeguatamente alla forma naturale del piede costringono l’alluce in una posizione innaturale e non assecondano il corretto movimento del piede. Anche alcune patologie, come l’artrite reumatoide e la gotta possono essere responsabili dell’insorgenza dell’alluce valgo.

Rimedi

Impacchi di ghiaccio: applicati più volte al giorno portano sollievo e riducono  l’infiammazione

Scarpe comode: la scarpa migliore da indossare riprende la forma naturale dell’arco plantare, fornendo sostegno, protezione dagli urti e contenimento del piede. La suola dovrebbe adattarsi comodamente al tallone e la parte anteriore dovrebbe essere sufficientemente spaziosa e flessibile per accogliere la punta del piede ed assecondarne i movimenti (come la maggior parte delle calzature sportive). Il tacco non dovrebbe superare i 4-5 cm, per lo meno per buona parte della giornata.

Attenzione all’uso prolungato dei tacchi

Plantare: sono dispositivi collocati dentro le scarpe, che aiutano a riallineare le ossa del piede e per questo, è importante che si adattino correttamente. Il plantare consente di evitare un sovraccarico della parte anteriore del piede e aiuta a minimizzare la sintomatologia dolorosa. Ricordiamo però che il plantare non ha una capacità correttiva, ma solo palliativa e che può perdere la sua efficacia nel tempo anche in quei pazienti che ne avevano ricevuto un iniziale beneficio, proprio a causa della progressione della deformità.

Tutore: i tutori notturni, non risolvono il problema in maniera definitiva ma possono portare sollievo al piede. In commercio ve ne sono di diversi tipi, da quelli più semplici ai distanziatori delle dita per evitare lo sfregamento

Trattamento chirurgico: le misure appena citate non riescono a fornire sollievo è consigliato l’intervento chirurgico. Il più frequente è l’osteotomia eseguita in anestesia locale e che permette la correzione della deviazione dell’alluce.

Vi sono interventi definiti mini invasivi che permettono una ripresa delle normali funzionalità in tempi molto brevi, anche ad un mese dall’operazione.

Come sempre consigliamo di parlarne con il proprio medico.

Link utili: Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia

Redazione

Fonte immagini: Pexels

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