adolescente con cappuccio in testa

Adolescenti in difficoltà, presentato il Manifesto per la loro salute psicofisica

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Rappresentano il futuro in potenza, vivono un presente fatto di impulsi, emozioni e ricerca di stimoli, inoltre il recente passato (caratterizzato dall’avvento della pandemia) non li ha di certo messi nelle condizioni migliori per abbracciare la loro età con serenità. Sono i nostri adolescenti, per i quali l’associazione (ente del terzo settore) di Psicologia per l’Infanzia, Adolescenza e Famiglia, PsIAF, ha preparato il Manifesto per la salute psicofisica, relazionale e sociale nell’infanzia, adolescenza e famiglia

Si tratta di un documento che consta di 10 punti e che si basa sul V Piano Nazionale di Azione e di Interventi per la Tutela dei Diritti dei Bambini e lo Sviluppo dei Soggetti in Età evolutiva: l’obiettivo principe del Manifesto è quello di fornire un efficace punto di riferimento per l’attuazione di un programma sociale e sanitario che possa garantire il benessere ambientale e relazionale dei ragazzi.

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Adolescenti, cura particolare

Oggi più che mai si riscontra la necessità di far fronte comune per contrastare la significativa varietà di manifestazioni della sofferenza e di disturbi comportamentali in età sia infantile che negli adolescenti: «Gestire la salute psicologica dei ragazzi è senza ombra di dubbio uno sport di squadra in cui ogni realtà, sia essa sociale, economica, educativa, sanitaria o familiare, ricopre un ruolo fondamentale – afferma Luca Pezzullo, presidente dell’Ordine degli psicologi e delle psicologhe del Veneto.

Il Manifesto proposto dall’Associazione PsIAF ha al suo centro l’idea di integrare, di mettere al suo servizio tutte le risorse di sistema a sua disposizione per permettere la realizzazione di una collaborazione integrata tra vari enti e figure professionali con l’obiettivo di contrastare un problema che taglia trasversalmente le competenze di tutti».

Adolescenti, un Manifesto per il loro benessere

Nel nostro Paese, il 49,4% dei giovani tra i 18 e i 25 anni ha dichiarato di avere sofferto di ansia e depressione a causa dell’emergenza sanitaria, ma questo non significa che certi disturbi non fossero presenti anche prima del Covid, anzi: «Le condizioni determinate dalla pandemia hanno semplicemente svolto la funzione di amplificatore per delle sofferenze che nei ragazzi erano già presenti – spiega il presidente Pezzullo.

Il nostro compito avrebbe dovuto essere, fin da subito, quello di attuare politiche finalizzate alla tutela della salute psicofisica delle nuove generazioni, non solo perché è nostra responsabilità di adulti, ma anche in un’ottica lungimirante dal momento in cui il rischio è quello di ritrovarci tra una decina di anni, se non meno, con un groviglio di problemi di difficile risoluzione.

Per non parlare poi del lato pratico: il principale ostacolo alla realizzazione di progetti di sostegno, ad oggi, non è la mancanza di professionisti, ma l’assenza quasi totale di fondi governativi destinati alla causa. Quello che sembra sfuggire a chi dovere è che ogni euro speso oggi rappresenta un investimento che porterebbe ad evitare di spenderne dai 4 ai 10 domani.

Eppure, ad oggi, l’Italia è il solo Paese europeo a non avere un servizio strutturale di psicologia scolastica». Di fatto, nonostante i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) esposti nel DPCM del 12/1/2017 definiscano quali siano gli interventi da mettere in atto a favore dei minori con disturbi neuropsichiatri e del neurosviluppo, le recenti analisi relative all’applicazione degli stessi dimostrano che questi ambiti non vengono né tenuti in considerazione, né tanto meno approfonditi.

Adolescenti in difficoltà

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Una triste realtà che, come confermano sia le famiglie che gli operatori dei servizi, dipende prevalentemente da una drammatica carenza di organico.
È proprio alla luce di queste considerazioni e della necessità di trovare un metodo di risoluzione al problema che nasce l’idea di redigere il Manifesto per la salute psicofisica, relazionale e sociale nell’infanzia, adolescenza e famiglia, di cui vi riportiamo di seguito una sintesi:

  • Accoglienza, ascolto e sostegno di minori d’età, della donna e della famiglia nel contesto comunitario di prossimità; assistenza sociosanitaria e tutela della salute nei “primi 1000 giorni di vita”.
  • Attuazione del Diritto all’Educazione: “sviluppare accessibilità equa e sostenibile” per l’infanzia 0-3 e 0-6, attraverso: a) il potenziamento di asili nido, sezioni primavera, micronidi, servizi integrativi, centri per bambini e genitori, b) attenzione costante alle risorse e alla qualità della scuola dell’infanzia.

A ancora:

  • Sviluppo dei patti di corresponsabilità attraverso i “Patti di Comunità” e i “Progetti delle Comunità Amiche
  • Offerta attiva, generalizzata e continuativa nel tempo di percorsi di educazione all’affettività, alla sessualità, alla parità di genere e di programmi centrati sugli stili di vita (life skills, legalità, bullismo, sport, dipendenze, utilizzo rete/media)
  • Attuazione di interventi socioeconomici che eliminino la condizione di povertà assoluta per le famiglie con figli minori di età e di progetti integrati per contrastare la Povertà Educativa
  • Accesso diretto e libero ai Servizi Sociosanitari /Unità Operative che si occupano di Età Evolutiva, Famiglia, Tutela Minori e Dipendenza da sostanze
  • Inserimento di percorsi specifici ed inclusivi dedicati all’infanzia ed all’adolescenza con disabilità in ogni accordo di Rete e Patto di Comunità attivati nei diversi ambiti locali
  • Programmazione e realizzazione di adeguate strutture di accoglienza, secondo criteri di appropriatezza, nelle situazioni di vulnerabilità con prognosi negativa e nelle situazioni di abuso e maltrattamento; previsione del ventaglio completo di offerta per ogni ambito territoriale e distrettuale; rigorosa attenzione ai tempi di permanenza ed alle rette praticate
  • Programmazione e disposizione di un numero adeguato di posti letto per ricovero ospedaliero in reparti di Neuropsichiatria Infantile in ogni provincia del Veneto, con possibilità di continuità assistenziale alle dimissioni; presenza di consulenza psicologica attivabile in ogni area di intervento ospedaliero rivolta a bambini, adolescenti ed ai loro genitori.
  • Attuazione della Convenzione ONU e di altre Convenzioni Europee sui diritti dei minori d’età, dei minori disabili e dei minori stranieri non accompagnati, a tutela dell’interesse preminente del minore, con particolare attenzione al diritto di partecipazione, di informazione e di ascolto quale precondizione all’esercizio del principio di responsabilità in favore del soggetto minore d’età.

Nei prossimi mesi il Manifesto verrà sottoposto ai comitati dei sindaci dei Distretti, ai dirigenti dell’Ulss e alla Regione per costituire un piano di intervento condiviso.

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Dorotea Rosso

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