Andrea Beghi, specialista in otorinolaringoiatria, si occupa in particolare di diagnosi e terapia soprattutto riabilitativa dei disturbi dell’equilibrio e degli acufeni. Disturbi risolvibili e spesso sottovalutati. Ne parliamo in occasione della Giornata mondiale dell’orecchio e dell’udito
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La sensazione è che davvero ci siano tanti casi di queste patologie legate all’udito che vengono sottovalutati.
L’orecchio interno è un organo incredibile come capacità, ci aiuta in tantissime funzioni, appunto sentire i suoni è una cosa molto importante e anche il controllo dell’equilibrio è una delle fonti di informazione del cervello più importanti, visto che noi siamo in un campo gravitazionale, quindi dobbiamo poter stare in piedi e muoverci liberamente con un controllo che spesso, nella maggior parte, è proprio gestito dall’orecchio interno.
Quindi è un organo così importante, in effetti un po’ sottovalutato. Faccio sempre questo esempio con i miei pazienti che vengono magari a età avanzata senza aver mai fatto un esame dell’udito e chiedo: ma un esame della vista l’hai mai fatto? La risposta è stesso: sì, certo, tutti gli anni faccio un controllo, eppure magari vengono già con una sordità importante che non è mai stata valutata.
Ancora di più, direi, questa cosa riguarda i disturbi dell’equilibrio, dove veramente siamo un pochino in un mondo che è molto più difficile da comprendere. Si parla in questi casi di disturbi nascosti, perché una frattura la vedo, non vedo il braccio, vedo una radiografia. L’orecchio interno è più complesso, anche le sensazioni che provo sono più difficili.

Quindi in certi casi è difficile che il paziente esprima magari questa sensazione e la riconosca come patologica. In altri casi, paradossalmente, se uno ha un disturbo che porta per esempio ad avere instabilità quando cammina, qualcuno si sente in difficoltà nell’esprimere questa cosa, perché dicono: “Ma io non esco di casa perché altrimenti la gente può pensare che io sia ubriaco”. Questa è una cosa che sembra un paradosso, ma la dicono tante persone.
Acufeni, disturbo diffuso
Il discorso a parte è poi quello per gli acufeni, perché è un disturbo comunissimo, riguarda il 15% della popolazione adulta, anche se per fortuna è molto disturbante solo per una piccola quota. È invece un sintomo, come il disturbo dell’equilibrio, come l’ipoacusia, quindi dove ci sono sintomi bisogna cercare di fare una diagnosi per poter arrivare a una terapia e per fortuna ci sono le terapie, nonostante spesso magari anche come opinione popolare si dica no, su questa cosa non si può fare nulla, te la devi tenere.
Acufeni e disturbi dell’udito, si possono risolvere
Doversi tenere i problemi all’udito perché legati all’età è un falso mito. La sordità legata all’età in realtà è molto definita anche dal corredo genetico, quindi è decisa anche da risorse che noi abbiamo ereditato. In più ovviamente si sommano a questi gli eventi della nostra vita, se abbiamo lavorato per esempio nel rumore o se siamo affetti da patologie per esempio vascolari, o abbiamo assunto farmaci ototossici, tutti elementi che possono condurre a vari tipi di patologie che riguardano tutto l’orecchio, quindi sia il labirinto anteriore che è quello che contiene i sensori dell’udito, sia il labirinto posteriore che contiene invece i sensori dell’equilibrio.

Stiamo parlando di organi piccolissimi però e vicini e spesso ci sono persone che hanno patologie che riguardano tutte e due queste parti, il labirinto anteriore e il labirinto posteriore. Quindi a maggior ragione bisogna essere molto scrupolosi e attenti nel fare un’analisi accurata proprio per arrivare a una terapia che appunto spesso sia risolutiva.
Disturbi vestibolari, come facciamo a riconoscere il disturbo reale, cioè non il momento di defiance, ma invece una patologia che sta arrivando, quali segnali?
I disturbi dell’equilibrio sono molto comuni, molto diffusi e possono dipendere da varie cause, in gran parte dipendono da problemi dell’orecchio e in questi casi si parla di disturbi dell’equilibrio di origine vestibolare. Ci sono varie modalità di manifestazione, quindi ci sono per esempio degli esordi acuti in cui il paziente si sveglia la mattina e inizia a vedere tutta la stanza che gira fortissimo, non riesce ad alzarsi, ha nausea, addirittura vomito e magari questa cosa può durare anche per due o tre giorni.
Oppure ci sono episodi legati alla posizione, ogni volta che mi giro nel letto per esempio assumo una certa posizione, mi gira la testa per 30 secondi, poi mi passa, ma se lo rifaccio riaccade, oppure ci sono episodi in cui posso avere dei disturbi uditivi e vertiginosi che durano poco. Oppure problemi legati al mal di testa, in certi casi invece ho un disturbo cronico dell’equilibrio, quindi ogni volta che mi muovo sento che non sono in bolla. Come si fa a riconoscere?
Non c’è niente altro che andare a farsi visitare, il problema è che non tutti i medici hanno una formazione specifica in questo. La prima cosa da fare è rivolgersi al medico di medicina generale, esprimere questa cosa, anche perché magari si possono fare delle analisi per capire se può dipendere da fattori anche generali internistici, poi però la figura che si occupa dell’approfondimento della diagnosi e della terapia è l’otorinolaringoiatra, quello che ha una formazione specifica proprio nei disturbi dell’udito e dell’equilibrio.
Come possiamo prevenire problemi di udito o acufeni causati dall’esposizione al rumore, quanto sono dannose le cuffie, gli auricolari per la nostra salute?
Purtroppo l’unica terapia è proprio la prevenzione, bisogna evitare di esporsi per lungo periodo a stimoli eccessivamente intensi e questo una volta accadeva soprattutto in ambito lavorativo, adesso meno perché per fortuna ci sono delle normative di legge che obbligano al controllo e la regola fondamentale in ambito lavorativo è prima di tutto riduco il rumore dell’ambiente, poi se questo non è sufficiente utilizzo anche i dispositivi di protezione individuali che possono essere le cuffie. Ovviamente questo è strutturato e regolamentato in ambito lavorativo, ma in ambito invece non lavorativo basta che ci giriamo per strada e vediamo ragazzini con le cuffie sia over the ear sia in ear e spesso con volumi veramente allucinanti.

Ci sono degli studi che dicono che purtroppo nei prossimi anni avremo un’epidemia di solidità da rumore proprio legato a questo tipo di esposizione soprattutto dei giovani ed è una cosa veramente che fa paura, sulla quale riflettere. Tra l’altro ci sono due criteri di valutazione, un criterio è quello legato alle frequenze dei suoni e l’altro è il tempo ovviamente di esposizione ma anche gli intervalli quindi non solo l’intensità della musica ma anche se io faccio delle pause. Capire che non bisogna stare dieci ore con le cuffie addosso a volume sparato. Se la lesione avviene non si torna in indietro.
A proposito di riabilitazione vestibolare, quali sono le tecniche?
I disturbi dell’equilibrio purtroppo non rispondono tanto a terapie farmacologiche, però per fortuna rispondono molto a tecniche di tipo riabilitativo, soprattutto alcuni deficit cronici come il deficit monolaterale quando si perde un labirinto o a maggior ragione quando si perdono tutti e due per varie motivazioni. Ci sono per fortuna delle tecniche validate con degli esercizi mirati che decide il medico e poi il fisioterapista specializzato in questo tipo di cose, sono pochissimi in Italia che si occupano in maniera seria di questi problemi, riescono a ridare un ottima qualità della vita ai pazienti.
Noi per esempio siamo stati tra i primi a portare in Italia a livello clinico l’utilizzo di alcune pedane dinamiche che consentono di creare dei movimenti particolari per stimolare il paziente, abbinata alla realtà virtuale che ci consente di creare dei contesti, cioè di ricreare quelle condizioni che il paziente vive nella vita reale però in condizione protetta. Voglio rassicurare che non servono solo queste cose, ci sono delle tecniche che non sono assolutamente né costose né impegnative, ma che consentono di avere degli ottimi risultati, questo è ben chiaro da almeno 40 anni.
Acufeni, come risolvere il problema del sonno
Uno dei disturbi correlati agli acufeni è la difficoltà a dormire. Bisogna fare un inquadramento, capire per esempio se a questo tipo di situazione che riguarda l’orecchio si associa uno stato d’ansia per esempio, che può già condizionare, e spesso è presente nei pazienti con acufeni.

Una delle tecniche che si usano di più è quello che viene chiamato con un termine inglese il sound enrichment, cioè l’arricchimento sonoro ambientale, quindi creare un piccolo sottofondo musicale o meglio ancora con suoni naturali, quindi il suono della foresta, il suono della pioggia, il suono del giardino giapponese, che si mischi con la percezione dell’acufene, non che lo blocchi, non che lo mascheri, si deve mischiare in modo tale che il cervello in qualche modo consideri il suono che sentiamo all’interno della nostra testa un qualcosa che in realtà è normale avere. Si consiglia non di tenerlo sempre, ma mettere un timer in modo tale che dopo 45 minuti magari si interrompa il sistema.
Ci sono anche altre tecniche per esempio di mindfulness, altre cose da fare prima di andare a letto, in modo tale da creare un’attitudine mentale, uno stato emotivo che sia favorente, però sto parlando di cose molto generiche.
Non c’è una soluzione standard, però esistono per esempio, e noi stiamo utilizzando in Italia, siamo stati tra i primi, anzi direi i primi a portarlo a livello clinico, per esempio una nuova tecnica di neuromodulazione biomodale, che in realtà prevede di fare diciamo due sedute al giorno di trattamento con questi suoni particolari uniti alle stimolazioni elettriche della lingua, una cosa un po’ particolare, ma che serve a indurre neuroplasticità adattativa, quindi a migliorare quelle che sono le risposte legate a questo disturbo.
Ci sono dei miei pazienti che preferiscono fare questa mezz’ora di terapia prima di andare a letto perché favorisce proprio anche il fatto di avere un sonno più riposante, questo è un esempio, ma poi ci possono essere varie opzioni.
Il disturbo più comune che crea vertigini è la vertigine parossistica da posizionamento. Per gestire bene il nostro equilibrio abbiamo bisogno di avere delle informazioni della gravità e le abbiamo tra l’altro utilizzando un sensore che si chiama il sistema otolitico: sono sensori che registrano le accelerazioni lineari. Su questi, diciamo, c’è una membrana in questo sensore con dei cristallini che dovrebbero stare belli incollati, però per qualche strano motivo molto spesso si staccano, se si staccano e si infilano nei canali semicircolari, ogni volta che io muovo la testa, ecco che posso avere questa sensazione di vertigine.
Possono essere vertigini anche molto molto violente e sono anche recidivanti, quindi ce l’ho magari per un periodo, dopo non ce l’ho più, poi mi ricapita e posso avere anche un po’ di instabilità posturale all’interno delle crisi, quindi non solo quando muovo la testa ma a volte anche camminando.
La notizia positiva è che questa è la causa più comune di vertigine, anche la più curabile, senza medicina, senza riabilitazione, ma con delle manovre che vengono chiamate manovre di riposizionamento, quindi si va da un medico che abbia esperienze in questa cosa, che riesca a fare una diagnosi accurata, guardando i movimenti degli occhi noi capiamo dove ci sono infilati questi cristallini e quindi facendo dei movimenti particolari del corpo e della testa riusciamo a farli uscire e quindi abbiamo risolto il problema.
L’unico problema diciamo un pochino più importante di questa patologia è che è ricorrente, quindi è molto comune che poi si possa riavere, però spesso il paziente quando viene per la prima diagnosi è molto spaventato e ha ragione di esserlo, poi viene rassicurato, si spiega il meccanismo, quando poi ce l’ha di nuovo è molto meno impattante, quindi sa già cosa fare, sa già quando arrivare, a volte scompaiono anche in pochi giorni spontaneamente, però se durano più di due tre giorni conviene sempre farsi vedere.
Link utili: www.centrovertigini.it
