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Arriva la primavera e i disturbi di stagione. Che fare?

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Arriva la primavera. È normale sentire stanchezza, mancanza di forze, disturbi del sonno, irritabilità e sbalzi di umore, avere problemi di concentrazione. È il “mal di primavera”, un cambio di stagione tutt’altro che silenzioso

Succede perché il nostro corpo non ha avuto il tempo di adattarsi al cambiamento di clima , alle giornate più lunghe e più calde. Secondo un’indagine dell’Osservatorio Doxa-Aidepi a soffrire di “mal di primavera” sarebbero l’86% degli italiani, ma è un male passeggero. Ecco cosa dobbiamo fare secondo gli esperti di Humanitas.

È quasi un refrain: “sento la primavera” e sappiamo già cosa ci aspetta, ovvero malesseri e disturbi che conosciamo. Ci sentiamo senza forze, abbiamo avere voglia di schiacciare pisolini  abbastanza spesso o soffriamo di insonnia, ci sentiamo stanchi con sbalzi d’umore, ci manca la concentrazione, siamo disattenti. Questo succede perché il nostro organismo non ha avuto il tempo di prepararsi al cambiamento di clima, alle giornate più lunghe, più calde, all’ora legale.

È il cosiddetto “mal di primavera” un disturbo passeggero ma che può incidere negativamente sulle nostre giornate e renderci le attività quotidiane più faticose. Non ci dobbiamo allarmare, in pochi giorni infatti ci si sentirà subito meglio. Non appena corpo e ormoni si saranno riabituati alla luce il ritmo circadiano si autoregolerà nuovamente.

Primavera, sonnolenza e insonnia tra i disturbi
Pixabay/ La sonnolenza, disturbo frequente in primavera

Il “mal di primavera” colpisce l’86% degli italiani

I disturbi del cambio stagione, nello specifico quelli tipici della primavera, sono molto diffusi. Secondo un’indagine dell’Osservatorio Doxa-Aidepi a soffrire di “mal di primavera” sarebbero l’86% degli italiani. Circa 35 milioni di persone tra i 18 e i 70 anni di età, le donne in particolare “pagano” il prezzo delle belle giornate primaverili.

I disturbi più frequenti

Il 64% degli italiani avvertirebbe una maggiore spossatezza. Il 38% degli intervistati, ha dichiarato di avere problemi di insonnia. Il mal di primavera sembra avere più presa sui giovani, in particolare sotto i 24 anni con irritabilità e malumore. Anche gli stati d’ansia, riportati dal 21% degli intervistati, sembrano colpire di più durante l’arrivo della primavera che nel resto dell’anno.

Come e quanto influisce il cambio stagionale sulle persone

Riassumendo, il cambiamento di stagione può acuire la tensione nervosa e influire sull’umore, sul sonno e sull’appetito di coloro che già si trovano a vivere situazioni di stress. Inoltre, “per chi soffre di insonnia, il passaggio dall’ora solare a quella legale non giova lasciando dietro di sé, durante il giorno, un senso di stanchezza e debolezza causata dal mancato riposo.

Per chi è soggetto ad allergie primaverili o per chi segue diete sbilanciate e ha carenze nutrizionali ( vitamine e sali minerali) è sicuramente più debilitato e, quindi, più predisposto al “mal di stagione”.

Pixabay/ Frutta e verdura a tavola sono consigliate nella nostra alimentazione in primavera

Cosa possiamo fare?

Secondo i medici si tratta di una sintomatologia che dura poco, transitoria e non preoccupante. Al contrario è bene rivolgersi al proprio medico. Il primo consiglio è di “uscire” dalla stagione fredda anche con le abitudini: praticare attività fisica, stare all’aria aperta, mangiare più frutta e verdura fresca e ridurre grassi e carboidrati.

Non ci sono rimedi farmacologici per contrastare la stanchezza primaverile, la tendenza è quella di ricorrere alle cure ricostituenti assumendo integratori a base di aminoacidi con l’aggiunta, in alcuni casi, di una o più vitamine e sali minerali , oppure a preparati multivitaminici e multiminerali. Nelle “cure” di supporto stagionali vengono spesso usati anche altri integratori a base di prodotti naturali, quali ginseng, eleuterococco, guaranà, pappa reale, polline d’api, propoli, miele, lecitina di soia, olio di germe di grano. I medici però avvertono che queste sostanze possono causare effetti indesiderati è consigliato quindi non abusarne e rivolgersi al proprio medico curante.