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17 marzo Giornata Mondiale del Sonno. Le conseguenze della deprivazione

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Il 17 marzo 2023 si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Sonno (World Sleep Day). 12 milioni di italiani soffrono di disturbi del sonno. L’Associazione Italiana per la Medicina del Sonno (AIMS), stima che nel nostro Paese circa 1 adulto su 4 soffre di insonnia cronica o transitoria

E quali possono essere le conseguenze? Da un recente studio scientifico emerge che la deprivazione è uno dei “lasciapassare” per le future dipendenze

Promossa dalla World Sleep Society e, in Italia, dall’Associazione Italiana di Medicina del Sonno (AIMS), la Giornata Mondiale è nata nel 2008 con obiettivi di sensibilizzazione sui disturbi del sonno e sui relativi costi sociali per la collettività. E in italia 12 milioni di italiani soffrono di disturbi del sonno.

Luigi Gallimberti studioso nella cura delle dipendenze e Presidente della Fondazione Novella Fronda, che realizza ricerche scientifiche nel campo della clinica e della prevenzione, da anni studia gli effetti della deprivazione di sonno nei giovani, uno dei “lasciapassare” per le future dipendenze, ricerche contenute nel libro che il Prof. Gallimberti ha appena pubblicato “ Guarire il paziente, curare la persona. Dalla clinica alla prevenzione delle dipendenze”.

Cura delle dipendenze con la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS)

Gallimberti nella sua riucerca sottolinea come sia indispensabile non solo curare il paziente affetto da dipendenze con un metodo innovativo e non farmacologico, di cui è pioniere, ossia la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS), ma anche cercare di prevenire le dipendenze e spiegarne le possibili cause o fattori che potrebbero portare quelle da cocaina, da alcol, da fumo e da gioco d’azzardo, educando i più piccoli e di conseguenza ai loro genitori, a dormire così come ad usare con moderazione i mezzi informatici e le sostanze energizzanti.

Questo metodo di cura e di prevenzione rappresenta un approccio scientifico medico ma anche olistico, cioè una presa in cura dell’intera persona affetta da dipendenza in collaborazione con professionisti diversi che operano dell’ambiente che circonda il paziente, i suoi stili di vita le sue abitudini, in particolare quelle del sonno.

Un metodo volto anche ad affrontare i molti problemi che affliggono la società e i giovani di oggi e che potrebbero peggiorare in futuro, se non si trova una soluzione al sonno, bisogno primario di cui,  oggi, purtroppo, si ha poca consapevolezza, sia dal punto di vista sanitario sia da quello educativo.

Le conseguenze della della deprivazione di sonno

Secondo Gallimberti, anche se non si conoscono le basi scientifiche del ruolo fondamentale del sonno, si conoscono invece i comportamenti negativi associati ad una deprivazione di sonno che coinvolgono corpo, cervello, mente, ambiente di appartenenza della persona. Ecco quindi che curare o prevenire è possibile solo agendo e intervenendo su tutte queste sfere, abitudini del sonno comprese. Si parte dalle evidenze che l’educazione all’attesa sia cruciale sotto il profilo educativo. Essa rafforza infatti l’autocontrollo, pilastro di una crescita sana, anche dal punto di vista cerebrale. Attesa e autocontrollo, vengono messi in crisi dalla mancanza di sonno. Non a caso c’è una stretta correlazione tra  deprivazione di sonno, dipendenze e gravi disturbi.

Il bisogno del cervello di ripulirsi. Le insidie dei device

Il cervello ha bisogno di dormire per ripulirsi dalle scorie inutili, grazie alla potatura sinaptica – si legge nel libro – che trattiene solo le informazioni utili, eliminando le altre. Dormendo poco e dando spazio magari all’uso di smartphone e tablet in eccesso, si rischia di perdere la memoria di cose importanti come lo studio, una passeggiata,  solo per citarne alcuni.

Gli studi americani

Ne sono una riprova  anche gli studi di Jean M. Twinge, docente di psicologia alla San Diego University e autrice del libro “Iperconnessi”. Secondo la Twinge i ragazzi di oggi “crescono meno ribelli, meno felici e del tutto impreparati a diventare adulti”. Ragazzi che, secondo una ricerca del 2015 nel +57% dei casi dorme meno di 7 ore a notte, rispetto al 1991. La colpa starebbe anche nella luce blu di smartphone e tablet  che tiene il sistema nervoso in allarme, impedendo la produzione dell’ormone del sonno, la melatonina. Il cervello, in poche parole, farebbe difficoltà a spegnersi, la potatura sinaptica non avverrebbe in maniera completa, con tutte le conseguenze del caso e per la salute mentale e fisica delle persone, riducendo, inoltre, la tolleranza all’attesa ed aumentando, di conseguenza il rischio di sviluppare una o più dipendenze.

La scoperta della TMS si è rivelata uno strumento innovativo, di recente riconosciuta dalla comunità europea (CE).  Per evitare che si instauri una dipendenza è indispensabile arrivare, attraverso idonei progetti psicoeducativi, prima che le modificazioni sinaptiche si consolidino e divengano irreversibili, strategie di intervento, illustrate nell’ultima parte del libro, interamente dedicata alle nuove strategie di prevenzione

I progetti della Fondazione

Di qui le indagini e gli studi condotti, ad iniziare dal 2015, dalla Fondazione Novella Fronda, per esempio, con il progetto Pinocchio che ha indagato e l’utilizzo di sostanze psicoattive, ma anche il gioco d’azzardo o gli energy drink nei giovani; così come il progetto Buonanotte, condotto assieme ai Pediatri, che ha studiato la correlazione tra la quantità di sonno nei bambini piccoli e il loro utilizzo delle nuove tecnologie. Proprio da questi studi, grazie soprattutto alle informazioni ottenute dalla TMS nei casi di dipendenza conclamata, è nata la consapevolezza che alla base di abusi e dipendenze ci sia la deprivazione di sonno. I pazienti curati con le onde magnetiche infatti, nei primi 5 giorni di cura, hanno recuperato la normale quantità del sonno percepito e di molti altri sintomi negativi quali ansia e sbalzi d’umore.

Dormire, una funzione vitale

Il dormire va considerato, quindi, una funzione vitale al pari  del bere e del mangiare. Ogni funzione viene stimolata di continuo dall’ambiente esterno o interno della persona, funzione che una volta stimolata deve tornare al riposo di partenza per poter reagire in maniera adeguata all’arrivo di nuovi stimoli. Questo non accade più nelle dipendenze.

Immagini Pixabay – L’uso improprio del cellulare di notte

 “La generazione Alpha, ossia i ragazzi nata dal 2010 in poi – queste le parole del professore Galimberti in conclusione del libro – presentano  danni causati da smartphone, eccesso di energy drink e mancanza di sonno, che somigliano sempre di più ai nostri pazienti dipendenti da altre sostanze, come la cocaina. Ecco perché ho dato vita anche alla Fondazione Novella Fronda che, come dice il nome, lavora per trovare nuove strategie di cura e prevenzione”.